Arteriopatia obliterante

28 gennaio 2006

Arteriopatia obliterante


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10 gennaio 2006

Arteriopatia obliterante

Mia madre (74 anni) soffre di arteriopatia obliterante da 14 anni. Purtroppo in conseguenza della diagnosi (presentata dal medico in maniera a dir poco spietata) è caduta in una profonda depressione col conseguente rifiuto di curarsi. Dopo parecchi anni ha deciso di sottoporsi a controlli. Nell' ultimo ecodoppler le hanno diagnosticato: Assi arteriosi AAII gravemente ateromasici: Occlusione completa delle femorali superficiali bilatateralmente con circoli collaterali(Femorali profonde). Flussi demodulati alle estremità. Si consglia angiografia e valutazione angiochirurgica. Alla domanda di mia madre su cosa si può fare le hanno risposto che purtroppo data la completa occlusione si può far poco. Premetto che i dolori che ormai è costretta a sopportare sono lancinanti anche a riposo. Per tirare avanti assume aulin praticamente tutti i giorni Vi chiedo se c'è un procedimento antidolorifico che le permetta di alleviare le sofferenze continue, senza dover pensare a soluzioni drastiche prospettatele al primo controllo 14 anni fa. Su un sito internet ho letto qualcosa sulla somministrazione della Ropivacaina. Vi ringrazio e vi saluto cordialmente Massimo

Risposta del 13 gennaio 2006

Risposta a cura di:
Dott. DOMENICO CITO


La gran parte delle arteriopatie periferiche con ostruzione della femorale superficiale, a patto che il circolo del piede sia relativamente conservato, sono trattabili con angioplastica (con o senza stent, a volte con crioangioplastica o altri ausili) o con by pass (in protesi se l'ostruzione lascia libera la poplitea alta, in vena - possibilmente - se il punto di attacco in basso è sotto la rima articolare del ginocchio. La presenza di dolore a riposo è indicazione inevitabile a "far qualcosa" anche se i trattamenti suesposti sono passibili di fallimento. Se la rivascolarizzazione angioradiologica (angioplastica) o chirurgica (by pass) fallisce o non è possibile, si può optare per soluzioni da ultima spiaggia quali il posizionamento di uno stimolatore midollare (una sorta di pace-maker il cui elettrocatetere a contatto con le radici del midollo spinale può lenire il dolore senza farmaci e migliorare la distribuzione sanguigna nel microcircolo portando a volte persino a un miglioramento oggettivo della vascolarizzazione). E' necessario però che la mamma desideri curarsi perchè qualunque trattamento, perfino la semplice infusione di sostanze vasoattive somministrabili solo in regime di ricovero (prostanoidi), necessita di grande spirito di collaborazione e pazienza perchè la via è lunga, dagli esiti incerti (purtroppo a volte negativi).

Dott. Domenico Cito
Medico Ospedaliero
Specialista in Chirurgia d’urgenza

Risposta del 28 gennaio 2006

Risposta a cura di:
Dott. MASSIMILIANO ZARAMELLA


Il più delle volte i problemi legati ad un'arteriopatia obliterante degli arti inferiori sono affrontabili e risolvibili. Le consigli pertanto di portare la mamma in un buon centro di chirurgia vascolare, troverà certamente un Collega che riuscirà a restituire fiducia e voglia alla mamma. Cordiali saluti, massimiliano zaramella

Dott. Massimiliano Zaramella
Medico Ospedaliero
Specialista in Chirurgia vascolare, angiologia
VICENZA (VI)



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