Tumore prostatico

13 novembre 2004

Tumore prostatico




10 novembre 2004

Tumore prostatico

Egr. Dottore, circa sei mesi fa, è stato diagnositicato un edemocarcinoma prostatico a mio padre. Successivamente ha subito, alla fine di luglio, un intervento per l'asportazione totale della prostata, data la dimensione del tumore. A parte qualche complicanza post operatoria, l'intervento è perfettamente riuscito. L'unico fastidio ha riguardato il prolungamento del periodo in cui mio padre ha portato il catetere, da un mese a due mesi. Ad oggi, l'incontinenza conseguente all'operazione sembrerebbe progressivamente arrestarsi. la mia domanda riguarda la terapia da seguire, a scopo precauzionale, in seguito al pericolo di formazione di nuove cellule tumurali, dato che, dall'esame istologico, risulta un interessamento dei nervi circostanti la vescica. I suggerimenti sono stati indirizzati sulla radioterapia e su una terapia ormonale. La prima, pregiudicherebbe l'eliminazione dell'incontinenenza; la seconda, oltre a pregiudicare l'attività sessuale, legherebbe mio padre all'assunzione quotidiana di un farmaco. Per questi motivi, sembra essere indirizzato a non seguire nessuna terapia precauzionale, rischiando l'insorgere di nuovi problemi. Facendo i dovuti scongiuri a riguardo, volevo chiederle quanto sia rischioso non intraprendere nessuna terapia e, in caso di ripensamenti, quale delle due sia la migliore? Distinti saluti. Nicola ps:i dati anagrafici si riferiscono, ovviamente, a mio padre.

Risposta del 13 novembre 2004

Risposta a cura di:
Dott. GIOVANNI BERETTA


Tutto dipende dalla valutazione intraoperatoria della massa tumorale, eventuali metastasi (cioè localizzazioni a distanza del tumore) e dalle caratteristiche proprie istologiche del tumore. Alcune neoplasie prostatiche hanno una evoluzione lenta ed è ragionevole, anche in funzione dell'età del paziente, non intrapprendere alcuna terapia; altre volte invece, soprattutto nei pazienti più giovani, questo atteggiamento non può essere consigliato. Per il secondo quesito che mi pone purtroppo, non avendo altri dati clinici, non posso darle una risposta più precisa anche se mi sembra che i problemi siano già stati ben sintetizzati dai colleghi urologi che hanno in cura suo padre. Cordiali saluti. Dr Giovanni Beretta urologo andrologo.

Dott. Giovanni Beretta
Specialista convenzionato
Specialista attività privata
FIRENZE (FI)

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