Misurare la pressione è importante, i risultati dello screening in farmacia

17 ottobre 2018
Aggiornamenti e focus

Misurare la pressione è importante, i risultati dello screening in farmacia



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Una persona su cinque ha la pressione arteriosa superiore ai livelli di norma ma non ne è consapevole.
E quanto è risultato dalla campagna di sensibilizzazione per il controllo dell'ipertensione "Abbasso la pressione", condotta a  maggio scorso nelle farmacie. All'iniziativa, promossa da Federfarma e dalla Siia (Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa)  hanno aderito  3.700 farmacie in tutta Italia. Sono stati esaminati i dati di oltre 47 mila cittadini che hanno permesso di  individuare nel complesso 14.738 persone con valori pressori al di fuori della norma, pari al 31.2%.

Si tratta di una quota che comprende sia le persone che già sapevano di essere ipertese e/o che per questo assumevano farmaci, sia chi non aveva consapevolezza dei valori della propria pressione. Ma una pressione elevata danneggia l'organismo anche in assenza di sintomi.

I valori di pressione considerati nella norma sono inferiori a 90 mm Hg per quanto riguarda la pressione diastolica (la "minima") e non superiori a 120 Hg per quanto riguarda la pressione sistolica (la "massima").
Secondo il parere condiviso degli esperti, il rischio cardiovascolare aumenta al punto di giustificare un intervento terapeutico, anche farmacologico, in presenza di valori di pressione pari o superiori a 140 mm Hg per quanto riguarda la massima e/o pari o superiori a 90 mm Hg per la pressione minima.

Valori pressori compresi tra 140/90 e 160/100 sono definiti ipertensione arteriosa di grado 1, cioè lieve. Se sono compresi tra 160/100 e 180/110 si parla invece di ipertensione arteriosa di grado 2 e, oltre i valori di 180/110, si parla di ipertensione arteriosa severa, di grado 3.

Un dato interessante riguarda la terapia: tra chi  aveva già una diagnosi di ipertensione arteriosa o si trovava in trattamento antipertensivo (22.935 persone)  è risultato che 1.579, pari al 6.8%, non seguono le terapie. L'indagine ha quindi fornito anche un quadro dell'aderenza alla terapia, sempre troppo bassa; secondo le linee guida 2018 per il controllo dell'Ipertensione infatti, il 61.1% delle persone in trattamento risulta non ben controllato, a fronte del 39.9% per i quali invece la terapia, regolarmente seguita, porta i risultati attesi.


Prevenire l’ipertensione


L'ipertensione arteriosa non è una malattia di per sé ma aumenta il rischio di essere colpito da ictus cerebrale, infarto di cuore, insufficienza renale ed altre malattie.
L'ipertensione arteriosa è causata dalla combinazione di fattori genetici ereditari e di fattori ambientali, come lo stress, l'eccessiva introduzione di sale e l'obesità. Nella maggior parte dei casi non è possibile identificare una causa dell'ipertensione; è ormai però noto che i figli di ipertesi hanno maggiore probabilità di sviluppare l'ipertensione rispetto ai figli dei normotesi.
Per prevenire l'ipertensione si dovrebbero, da un lato, identificare gli individui geneticamente predisposti, dall'altro, correggere i fattori ambientali.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha diffuso alcune indicazioni generali, che hanno a che fare con lo stile di vita, dedicate soprattutto agli individui che non presentano fattori di rischio aggiuntivi:

  • controllare il peso corporeo,
  • contenere il consumo di alcol,
  • evitare il fumo,
  • limitare le condizioni di stress,
  • ridurre l'apporto di sale e l'uso degli alimenti che ne sono ricchi (ad esempio gli insaccati),
  • contenere il consumo di grassi animali (contengono colesterolo),
  • non abusare di liquirizia,
  • seguire una dieta ricca di magnesio e potassio (cereali, frutta, verdura, agrumi),
  • esercitare regolarmente un'attività fisica.



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