Trattamento odontoiatrico del paziente in chemio

30 gennaio 2019

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Trattamento odontoiatrico del paziente in chemio



Il paziente che affronta un ciclo di chemioterapie, solitamente, è già stato inquadrato dai medici che ne seguono le cure; non di rado, prima di iniziare il programma di cure il paziente viene inviato per eliminare tutte quelle possibili problematiche dentali che, se lasciate senza cure, potrebbero generare episodi settici più o meno importanti.


Paziente in chemioterapia e interventi odontoiatrici


Purtroppo, quando ci si trova di fronte a questi casi i criteri di scelta non sono più quelli conservativi ma rispondono a criteri molto vicini all'emergenza. Questo significa che, di fronte a un dente recuperabile in condizioni di normalità, si dovrà operare una scelta più drastica che comporta l'estrazione di denti altrimenti curabili.

Chemioterapia e trattamento reazioni apicali


Questo è particolarmente vero per elementi dentali che abbiano delle reazioni apicali, come i granulomi: queste patologie, legate a trattamenti endodontici non eseguiti o che non hanno sortito l'effetto desiderato, possono essere risolte in periodi oscillanti tra i sei e i dodici mesi. Questo lasso di tempo non è concesso dalle misure terapeutiche con
chemioterapici: questi farmaci in alcuni casi abbassano le difese immunitarie del paziente e un processo settico limitato potrebbe evolvere in uno molto più grave e invasivo, compromettendo la salute generale del paziente già minata dalla patologia tumorale.

Curare i denti sempre

Da qui l'importanza di avere sempre una salute orale curata in periodi di benessere: in caso di terapie con chemioterapici i denti non dovrebbero rappresentate mai un problema.

A cura di:
Professor Massimo Gagliani
Professore Associato di Malattie Odontostomatologiche presso l'Università degli Studi di Milano



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