Bradicardia: sintomi e diagnosi

09 dicembre 2019
Aggiornamenti e focus

Bradicardia: sintomi e diagnosi



La bradicardia definisce la presenza di un battito cardiaco irregolare, comunque lento rispetto al ritmo normale: quando scende sotto il valore di 60 pulsazioni al minuto (è normale tra le 60 e le 100). La conseguenza è che il cuore non riesce a pompare sufficiente sangue nel corpo e gli organi non vengono ossigenati quanto dovrebbero. Ci sono stadi di bradicardia lievi (tra i 50 e i 59 battiti al minuto), moderati e gravi (sotto i 40 battiti al minuto).

Esistono condizioni nelle quali la frequenza cardiaca rallentata è quasi una naturale conseguenza di fattori di rischio. E questo accade più facilmente dopo un intervento al cuore, dopo i 65 anni e quando sono in corso terapie farmacologiche particolari. Va ricordato che ci sono persone - è il caso di molti sportivi che praticano attività a livello agonistico e dei giovani - che hanno per loro natura una frequenza cardiaca bassa senza che questo configuri una patologia da curare.


Cause e sintomi


Le prime avvisaglie che qualcosa non va - in una situazione di attività normale, non di significativo sforzo fisico - possono dar luogo a quella che viene definita sensazione di "mancanza d'aria" ma pure a:

  • vertigini
  • mancamenti o svenimenti
  • stanchezza
  • dispnea
  • ipotensione
  • respiro corto
  • dolore toracico
  • confusione
  • disturbi della memoria
  • affaticamento a seguito di attività fisica

Tante le cause di questa anomalia. Oltre alle cardiopatie congenite e alle patologie legate all'invecchiamento, tra le cause si possono individuare la malattia del nodo del seno, un blocco cardiaco, la pressione alta, l'ipotiroidismo, le malattie infiammatorie. Normalmente la bradicardia è collegata a problemi del sistema elettrico del cuore.


Diagnosi


È quasi ovvio ricordare che la bradicardia può essere diagnosticata solo da un medico che ne individua stadio e cause. Per verificare la presenza di un battito cardiaco rallentato prescrive esami come l'elettrocardiogramma, l'esame sotto sforzo e il monitoraggio Holter coprendo un periodo che va dalle 24 alle 72 ore. Per capire il comportamento del cuore in diversi momenti della giornata, in differenti attività fisiche e stati d'animo.


Carla De Meo


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