Giada, una app per chi soffre di depressione

06 febbraio 2020
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Giada, una app per chi soffre di depressione


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La depressione è una patologia molto diffusa: secondo il Rapporto Salute Mentale del Ministero della Salute sono 3 milioni gli italiani che soffrono di depressione con un forte impatto sociale e ancora oggetto di un forte stigma. Sono colpite più le donne degli uomini e tutte le fasce d'età, anche l'adolescenza.
Recenti dati Osmed rivelano che la metà delle persone che inizia un trattamento psicofarmacologico contro la depressione lo interrompe dopo appena tre mesi. Questo avviene non solo per effetti collaterali, ma spesso perché il trattamento per la depressione inizia a funzionare e la persona che torna a sentirsi meglio decide, di frequente, in autonomia, di interrompere la cura.



«Spesso, quando la persona in cura farmacologica, comincia a sentire benessere e a riprendere le attività quotidiane e lavorative, smettono di assumere farmaci. Abbandonare la terapia quando inizia a dare i suoi frutti è purtroppo un comportamento diffuso ma decisamente scorretto, che mette a rischio di ricadute» ha spiegato Maria Signorelli, membro del board e Ricercatrice di Psichiatria dell'Università di Catania e Coordinatrice dei giovani della Società Italia di Psichiatria «Per migliorare l'aderenza alla terapia, oltre ad uno stretto rapporto con lo specialista, possono essere utili strumenti tecnologici».

Diventa utile, quindi, il monitoraggio della terapia, ma anche tenere un diario dell'umore o registrare il raggiungimento di obiettivi quotidiani, anche piccoli.

Per farlo, oggi viene in aiuto anche la tecnologia, con l'App Giada: realizzata da Edra con il supporto non condizionato di Lundbeck Italia, studiata con un board di esperti clinici, è una sorta di diario elettronico che accompagna a stimola paziente, ma anche il caregiver, cioè chi sta accanto al paziente stesso. Oltre a consentire il monitoraggio della cura prescritta, permette di registrate il raggiungimento di piccoli miglioramenti quotidiani e rende disponibili informazioni utili secondo un approccio scientifico e disegnato da psichiatri esperti.

Grazie a Giada il paziente può descrivere, attraverso il Mood Diary, il suo umore, sia attraverso una valutazione personale, sia attraverso un questionario di auto-valutazione (PHQ-9), somministrato periodicamente, che viene condiviso con il medico durante la visita di follow up. Questo modulo è prezioso sia per il paziente, che può annotare il suo umore, sia per il medico che può così monitorarne le evoluzioni nel tempo.


Chiara Romeo


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