Emicrania, Cittadinanzattiva lancia campagna Colpo di testa: informazione e consapevolezza sulla patologia

15 dicembre 2020
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Emicrania, Cittadinanzattiva lancia campagna "Colpo di testa": informazione e consapevolezza sulla patologia


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L'emicrania è stata ufficialmente riconosciuta come patologia cronica invalidante e ora la sfida è l'informazione e la consapevolezza, per orientare la persona ai servizi affinché si giunga a una adeguata e tempestiva presa in carico dei pazienti, dalla diagnosi alla terapia. Con questo obiettivo è stata lanciata la campagna "Colpo di testa. I tuoi diritti su emicrania e cefalea" promossa da Cittadinanzattiva con il contributo non condizionato di Teva, presentata in un web meeting.

Circa 1 miliardo di persone nel mondo (il 12% della popolazione), di cui 136 milioni in Europa, soffrono di emicrania. È infatti la terza patologia più diffusa a livello globale e colpisce tre volte di più le donne rispetto agli uomini, in particolare nella fascia d'età tra i 25 e i 55 anni.

Secondo l'Indagine Vivere con l'emicrania (Censis, 2019), il dolore è l'aspetto percepito come più penalizzante (80%), perché condiziona la vita sociale, lavorativa e familiare e tende a riguardare in misura maggiore le donne. I pazienti dichiarano di avere in media circa dieci attacchi al mese che, se non debitamente trattati, durano in media 24-48 ore (46%), oltre le 48 ore (34,1%), meno di 24 ore (19,9%).

Inoltre, secondo la ricerca Insite consulting (2019) realizzata in 10 Paesi tra cui l'Italia (campione di 7.520 di cui 1003 italiani), il 60% dei pazienti italiani ritiene che l'emicrania incida negativamente sulla loro salute e benessere: condizioni di stanchezza, tristezza e depressione sono presenti nei pazienti con emicrania. Si dicono «esausti» (40% ITA vs 58% UE), «depressi» (28% ITA vs 39% UE), «tristi» (28% ITA vs 35% UE).

L'aspetto più colpito per gli italiani è la socialità ("incontri" con il 27% ITA vs 15% UE) oltre alle relazioni familiari. Chi vive con l'emicrania tende spesso a nasconderla per non pesare sull'altro. Infatti, l'emicrania non riguarda solo chi ne soffre ma anche chi sta più vicino: i figli dei pazienti sono quelli che ne risentono di più (52% ITA vs 57% UE). Il 41% dei pazienti italiani con emicrania dichiara di avere una diagnosi dopo più di 2 anni (vs 47% UE), ma si dichiarano abbastanza soddisfatti - una volta che la loro patologia è presa in carico - della relazione con il medico curante (66% di soddisfazione vs 61% UE).

«Con la legge 81/2020, l'emicrania è stata ufficialmente riconosciuta come patologia cronica invalidante, ma ancora tante sono le lacune informative con cui devono fare i conti i cittadini che ne soffrono, in gran parte donne giovani e in età lavorativa. È una sfida, quella dell'informazione e della consapevolezza su questa patologia, con cui deve confrontarsi il nostro SSN nell'ottica di una maggiore sostenibilità anche economica nella gestione dell'emicrania come patologia sociale rilevante e soprattutto nel garantire uguali diritti ai cittadini - dichiara Anna Lisa Mandorino, vicesegretaria generale di Cittadinanzattiva. - C'è ancora molto da fare per migliorare l'informazione, per orientare la persona ai servizi (Centri cefalea accreditati), di modo che si giunga a una adeguata e tempestiva presa in carico dei pazienti, a una diagnosi precoce e possa essere garantito l'accesso alle terapie più innovative, in grado non solo di intervenire sui sintomi ma anche di prevenirli».

La campagna verrà lanciata nei prossimi mesi e diffusa attraverso i profili social Facebook e Instagram, con l'obiettivo, partendo dalle storie delle persone che soffrono di emicrania, di contribuire a dare informazioni e orientamento, creare maggiore consapevolezza e combattere il pregiudizio ancora legato alla patologia. Accanto alla campagna social, Cittadinanzattiva realizzerà un instant book per raccontare le storie di chi ne soffre e fornire strumenti utili ai cittadini per orientarsi su diagnosi e cura dell'emicrania. Sarà inoltre diffuso a breve un questionario per conoscere il vissuto dei pazienti.

Fonte Doctor33

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