Ictus in rosa: riconoscere i sintomi per intervenire presto

30 ottobre 2020
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Ictus in rosa: riconoscere i sintomi per intervenire presto



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Anche il singhiozzo accompagnato da dolore al petto potrebbe essere un campanello d'allarme dell'ictus per le donne. Lo dicono i ricercatori dell'Ohio State University Wexner Medical Center che hanno condotto un sondaggio su oltre 1.000 donne statunitensi per verificare la loro conoscenza dei sintomi dell'ictus al femminile. «L'ictus è una delle principali cause di morte e disabilità nel mondo, ma ancora oggi molte persone non ne conoscono i fattori di rischio e i sintomi» afferma Diana Greene-Chados, neurologa presso il centro statunitense in una comunicazione ufficiale.

«E per quanto riguarda le donne, possiamo e dobbiamo fare ancora molto per insegnare loro quali sono i fattori di rischio e i sintomi tipicamente femminili» continua l'esperta, ricordando che in base al sondaggio condotto solo il 10 per cento delle intervistate è stata in grado di riconoscere il singhiozzo con dolore al petto come possibile segnale di ictus.

Ma quali sono dunque i fattori che aumentano il rischio di andare incontro a questo problema e che sono tipici del genere femminile? E quali i sintomi in rosa? Solo per fare alcuni esempi, gli esperti d'oltreoceano citano tra i fattori di rischio la gravidanza e la terapia di sostituzione ormonale, che si uniscono ai fattori comuni a uomini e donne come fumo, sedentarietà, pressione alta, eccetera. «I sintomi possono essere diversi per le donne rispetto agli uomini e possono includere singhiozzo con dolore al petto, capogiri diversi dalle classiche vertigini, mal di testa, dolore inusuale al petto e intorpidimento di tutto il corpo e più intenso in un lato» continua Greene-Chados. «Le donne spesso non pensano di poter avere un ictus che viene in genere visto come una malattia "maschile". Ma l'ictus non fa preferenze di genere ed è fondamentale che le donne siano in grado di riconoscerne al più presto i segni e i sintomi». Solo intervenendo tempestivamente con i farmaci per distruggere i pericolosi coaguli di sangue - entro tre ore dall'insorgenza del problema - è possibile infatti ridurre ai minimi termini le conseguenze dell'ictus.



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