Ipertensione e colesterolo alto: seguire le prescrizioni del medico può salvare la vita

07 aprile 2016
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Ipertensione e colesterolo alto: seguire le prescrizioni del medico può salvare la vita



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In termini tecnici si definisce "compliance", in parole più semplici è l'osservazione puntuale di tutte le raccomandazioni del medico riguardo ai tempi, alle dosi e alla frequenza nell'assunzione del farmaco per l'intero ciclo di terapia, e, stando ai risultati di un recente studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, è un vero salva-vita per i pazienti ad alto rischio cardiovascolare.

«Non seguire le indicazioni del medico per quanto riguarda la terapia da assumere rappresenta un importante fattore di rischio per la salute» esordisce Kimmo Herttua, ricercatore del Center of Maritime Health and Society alla University of Southern Denmark, che insieme ai colleghi si è concentrato sui pazienti a rischio cardiovascolare per valutare quanto l'aderenza alla terapia per abbassare la pressione o il colesterolo sia legata al rischio di ictus fatale.

«La pressione alta e livelli elevati di colesterolo sono fattori di rischio fondamentali per l'ictus, ma la buona notizia è che esistono farmaci in grado di controllarli» spiega l'autore, «e per tenere alla larga l'ictus è necessario che la terapia venga seguita in modo corretto». L'analisi condotta su oltre 58mila pazienti con alti livelli di colesterolo ha dimostrato però che solo sei pazienti su 10 assumevano statine (farmaci anti-colesterolo) come prescritto dal medico. E il rischio di ictus fatale aumenta di ben 7 volte se un paziente con pressione e colesterolo alti non segue le terapie con attenzione. Meno alto, ma comunque sempre importante, l'aumento del rischio per chi assume solo una delle due terapie invece di seguirle entrambe.

«Come spiegano gli esperti, ragioni che inducono a non seguire le prescrizioni sono molte. A volte è un problema "di numeri", dal momento che il paziente si trova a dover assumere molte pastiglie in uno stesso giorno e ciò può rendere difficile la compliance, specialmente nelle persone anziane. In altri casi il paziente non vuole sentirsi "malato" e rifiuta perciò di prendere farmaci ogni giorno. Infine, ma non certo meno importante, per qualcuno è un problema di costi: «Terapie troppo costose possono spingere il paziente a non acquistare del tutto il farmaco oppure ad assumerlo solo in dosi ridotte, più compatibili con le possibilità economiche, ma magari non efficaci per la salute» conclude Herttua.



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