Metotressato Teva 25 mg/ml soluzione iniettabile 1 flacone 2 ml

Ultimo aggiornamento: 31 luglio 2018
Farmaci - Metotressato Teva

Metotressato Teva 25 mg/ml soluzione iniettabile 1 flacone 2 ml




INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


AZIENDA

Teva Italia S.r.l. - Sede legale

MARCHIO

Metotressato Teva

CONFEZIONE

25 mg/ml soluzione iniettabile 1 flacone 2 ml

ALTRE CONFEZIONI DI METOTRESSATO TEVA DISPONIBILI

PRINCIPIO ATTIVO
metotrexato sale sodico

FORMA FARMACEUTICA
soluzione (uso interno)

GRUPPO TERAPEUTICO
Antineoplastici antimetaboliti, metotrexato

CLASSE
H

RICETTA
medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, utilizzabile esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile - vietata la vendita al pubblico

SCADENZA
36 mesi

PREZZO
11,62 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE



A cosa serve Metotressato Teva 25 mg/ml soluzione iniettabile 1 flacone 2 ml

Metotressato Teva è indicato nel trattamento del coriocarcinoma, del corionadenoma destruente e della mola vescicolare o idatiforme. L'uso del Metotressato Teva sia da solo che in polichemioterapia induce remissioni sui principali tumori solidi (sarcomi, linfomi, carcinomi cervico-facciali, carcinoma della mammella, del polmone e della cervice dell'utero) riuscendo a mantenere tali remissioni anche per lunghi periodi. Metotressato Teva trova anche indicazione nelle leucemie acute. Studi recenti hanno evidenziato l'ottima risposta terapeutica indotta dal metotressato nella leucemia linfoblastica del bambino. Il metotressato ha inoltre dimostrato validità terapeutica anche nel linfosarcoma del bambino in III e IV stadio.


CONTROINDICAZIONI



Quando non dev'essere usato Metotressato Teva 25 mg/ml soluzione iniettabile 1 flacone 2 ml

  • Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo (qui non riportato) 6.1
  • Grave insufficienza epatica
  • Grave insufficienza renale .
  • Alterazione ematica grave (in pazienti con preesistenti discrasie ematiche, quali: ipoplasia del midollo osseo, trombocitopenia, anemia grave.)
  • Alcolismo
  • Malattia infettiva in atto
  • Evidenza di sindrome da immunodeficienza
  • Gravidanza e allattamento .
  • Ulcerazioni del cavo orale e accertata ulcera gastrointestinale in fase attiva.
  • Contemporanea vaccinazione con vaccini vivi.



AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO



Cosa serve sapere prima di prendere Metotressato Teva 25 mg/ml soluzione iniettabile 1 flacone 2 ml

Metotressato Teva deve essere usato solo da medici con esperienza in chemioterapia antimetabolica. È necessario un attento monitoraggio dei pazienti in terapia con metotressato. Il metotressato può causare grave tossicità.

Modificazioni patologiche possono verificarsi anche senza che prima siano stati notati segni di tossicità gastrointestinale o ematologica. È perciò indispensabile che la funzionalità epatica sia controllata prima di iniziare il trattamento e monitorata regolarmente durante tutta la terapia.

Particolare attenzione va posta in presenza di preesistenti danni epatici o funzionalità epatica alterata.

Se necessario, prima del trattamento deve essere effettuato il drenaggio dei versamenti pleurici o dell'ascite. Questo perchè il metotressato fuoriesce lentamente dalle “riserve da terzi spazi“ (ad es. versamenti pleurici, ascite). Questo causa un'emivita terminale prolungata e tossicità inattesa.

Sintomi di tossicità gastrointestinale, che si manifesta inizialmente con diarrea e stomatite ulcerosa, richiedono l'interruzione della terapia altrimenti possono esitare in enteriti emorragiche e morte per perforazione intestinale. Il metotressato è pertanto controindicato in presenza di ulcerazioni del cavo orale e di ulcera gastrointestinale in fase attiva .

La disidratazione può potenziare la tossicità di metotressato. Si raccomanda l'alcalinizzazione delle urine e di favorire un'elevata diuresi, soprattutto nel trattamento con alti dosaggi.

Come altri medicinali citotossici, il metotressato può indurre una “sindrome da lisi tumorale" in pazienti che presentano tumori a crescita rapida. Appropriate misure di supporto e farmacologiche possono prevenire o alleviare questa condizione.

Sono state segnalate gravi reazioni cutanee, talvolta fatali, quali sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell) ed eritema multiforme a distanza di giorni dalla somministrazione di dosi singole o multiple di metotressato.

Con la terapia a base di metotressato possono verificarsi infezioni opportunistiche potenzialmente fatali, compresa polmonite da Pneumocystis carinii. Se un paziente manifesta sintomi polmonari, deve essere presa in considerazione la possibilità di una polmonite da Pneumocystis carinii.

Segni e sintomi polmonari, ad es. tosse secca non produttiva, febbre, tosse, dolore al petto, dispnea, ipossiemia e un infiltrato nella radiografia toracica o una polmonite non specifica possono indicare una lesione potenzialmente pericolosa e richiedere l'interruzione del trattamento e l'esecuzione di accertamenti accurati. Lesioni polmonari possono verificarsi a qualsiasi dosaggio. Una patologia polmonare indotta dal metotressato può manifestarsi in qualsiasi momento della terapia ed è stata riportata a dosi di 7,5 mg/settimana. Non è sempre completamente reversibile. Va esclusa un'infezione (compresa polmonite).

Il metotressato deve essere usato soltanto da medici che hanno familiarità con le varie caratteristiche del farmaco e la sua modalità d'azione. Prima dell'inizio della terapia con il metotressato si raccomanda di eseguire una radiografia al torace, una valutazione della funzionalità renale ed epatica ed esami del sangue.

I pazienti sottoposti a terapia devono essere soggetti ad appropriati controlli così che segni e sintomi di possibili effetti tossici o reazioni avverse possano essere rilevati e valutati tempestivamente. A causa della frequente insorgenza di depressione emopoietica, che può essere precoce e manifestarsi anche con dosaggi apparentemente sicuri, controlli ematologici pre-trattamento e periodici sono indispensabili nell'uso di Metotressato Teva in chemioterapia. Ogni notevole diminuzione nel conteggio delle cellule ematiche indica la necessità di un'immediata cessazione della terapia e di appropriate misure.

Il metotressato può causare danno renale che può portare a insufficienza renale acuta. Si raccomanda di porre estrema attenzione alla funzionalità renale, comprese alcalinizzazione delle urine, misurazione dei livelli sierici di metotressato e valutazione della funzionalità renale.

La terapia con metotressato nei pazienti con insufficienza renale deve essere intrapresa con estrema cautela in quanto l'insufficienza renale riduce l'eliminazione del metotressato. Le condizioni renali del paziente dovrebbero essere determinate prima e durante la terapia con Metotressato Teva.

La dose del farmaco dovrebbe essere ridotta o la somministrazione sospesa fino a che le funzioni renali siano migliorate o ripristinate. In caso di somministrazione di elevate dosi di metotressato occorre mantenere alto il livello di idratazione e indurre diuresi alcalina. Si tratta di una misura per prevenire la precipitazione del metotressato o dei suoi metaboliti a livello dei tubuli renali.

L'alcalinizzazione delle urine a pH 6,5-7 per somministrazione orale o endovenosa di sodio bicarbonato (5 x 625 mg tavolette ogni 3 ore) od acetazolamide (500 mg per via orale 4 volte al giorno) viene raccomandata come misura preventiva.

È essenziale includere regolarmente le seguenti analisi di laboratorio nell'ambito del monitoraggio dei pazienti in trattamento con metotressato: analisi ematologiche complete, esame delle urine, test di funzionalità renale ed epatica e, in caso di somministrazione di dosi elevate, determinazione dei livelli plasmatici di metotressato. Può essere utile ed importante eseguire una biopsia del fegato o studi sull'aspirato del midollo osseo qualora siano usati alti dosaggi o in caso di terapia a lungo termine.

Metotressato deve essere usato con estrema cautela nei pazienti con insufficienza renale, infezioni, ulcera peptica, coliti ulcerose, stomatite ulcerosa, diarrea, debilitazione e in soggetti molto giovani o anziani. Se si verifica durante la terapia una grave leucopenia, questa aumenta il rischio di insorgenza di infezioni batteriche. In questi casi si consiglia di sospendere la somministrazione del farmaco e di intraprendere un'appropriata terapia antibiotica. In caso di una grave depressione del midollo osseo possono essere necessarie trasfusioni di sangue o di piastrine.

La risposta immunologica a un vaccino somministrato in concomitanza potrebbe essere diminuita, in quanto il metotressato ha una certa attività immunosoppressiva.

Vaccini vivi

Una grave reazione potrebbe risultare dall'uso concomitante di un vaccino vivo e pertanto la somministrazione contemporanea di vaccini vivi con metotressato è controindicata . Sono stati segnalati casi di infezione vaccinica disseminata dopo immunizzazione con virus del vaiolo in pazienti in terapia con metotressato.

In tutti i casi in cui Metotressato Teva è impiegato in chemioterapia, il medico deve valutare la necessità o l'utilità del farmaco in confronto ai rischi degli effetti tossici e delle reazioni secondarie. Spesso queste reazioni sono reversibili se scoperte tempestivamente. Quando si osservano effetti tossici o reazioni secondarie, il dosaggio dev'essere ridotto o la somministrazione sospesa ed appropriate misure correttive devono essere intraprese secondo il parere clinico del medico. La ripresa della terapia con Metotressato Teva deve essere attuata con cautela, considerando adeguatamente il nuovo bisogno di farmaco e vigilando, per quanto possibile, sulla ricomparsa dei fenomeni di tossicità.

Il metotressato, somministrato contemporaneamente alla radioterapia, può aumentare il rischio di necrosi dei tessuti molli e di osteonecrosi.

Di frequente si riscontrano aumenti degli enzimi epatici a insorgenza acuta, generalmente transitori e asintomatici, i quali non sembrano essere predittivi di una successiva malattia epatica. Il persistere di anomalie epatiche e/o la diminuzione dell'albumina sierica può indicare una grave tossicità epatica. La biopsia epatica dopo un uso prolungato mostra spesso alterazioni istologiche e sono stare riportate fibrosi e cirrosi.

Il trattamento non deve essere intrapreso oppure deve essere interrotto se durante la terapia si riscontrano o si sviluppano anomalie nei test di funzionalità epatica .

Linfomi maligni possono insorgere in pazienti trattati con basse dosi di metotressato, nel qual caso la terapia deve essere interrotta. Se il linfoma non mostra segni di regressione spontanea, occorre istituire un'altra terapia citotossica.

Stati di carenza di folati possono aumentare la tossicità del metotressato.

Eccipienti

Metotressato Teva 25 mg/ml soluzione iniettabile:

Flacone da 2 ml: Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per 2 ml, cioè è praticamente ‘senza sodio'.

Flacone da 20 ml: questo medicinale contiene circa 4 mmol (92 mg) di sodio per 20 ml. Da tenere in considerazione in persone con ridotta funzionalità renale o che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.

Metotressato Teva 100 mg/ml soluzione iniettabile:

Flacone da 10 ml: Questo medicinale contiene circa 4,4 mmol (101,2 mg) di sodio per 10 ml. Da tenere in considerazione in persone con ridotta funzionalità renale o che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.

Flacone da 50 ml: Questo medicinale contiene circa 22 mmol (506 mg) di sodio per 50 ml. Da tenere in considerazione in persone con ridotta funzionalità renale o che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.


INTERAZIONI



Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Metotressato Teva 25 mg/ml soluzione iniettabile 1 flacone 2 ml

Medicinali con elevato legame con le proteine plasmatiche

I medicinali con elevato legame con le proteine plasmatiche (quali: salicilati, sulfonamidi, difenilidantoine, tetraciclina, cloramfenicolo ed acido p-aminobenzoico), possono spiazzare il metotressato, che si lega ampiamente alle proteine, aumentando il suo potenziale di tossicità quando somministrati contemporaneamente.

FANS

Se il metotressato viene somministrato prima o contemporaneamente ai FANS, compresi i salicilati, occorre prestare estrema cautela, in quanto sono stati segnalati casi di grave tossicità del metotressato e anche decessi a causa di ridotta escrezione del metotressato. È stato segnalato che questi medicinali riducono la secrezione tubulare del metotressato in un modello animale e pertanto possono aumentare la tossicità del metotressato. Si raccomanda di controllare attentamente il dosaggio del metotressato durante il trattamento con FANS.

Analogamente va considerata la possibilità che gli acidi organici deboli, compresi i salicilati, possono ritardare l'escrezione renale del metotressato ed aumentare l'accumulo.

Farmaci con attività farmacologica simile

Farmaci con attività farmacologica simile, come la pirimetamina, non devono essere somministrati a pazienti in cura con metotressato.

Acido folico

Preparazioni vitaminiche contenenti acido folico o suoi derivati, assunti in concomitanza con il metotressato, possono alterare la risposta al metotressato. Alte dosi di folinato di calcio possono ridurre l'efficacia del metotressato somministrato per via intratecale.

Altri potenziali agenti epatotossici

Il potenziale aumento di epatotossicità legato alla somministrazione contemporanea del metotressato con altri agenti epatotossici non è stato valutato. In tali casi, comunque, è stata riportata epatotossicità. Pertanto pazienti che ricevono metotressato con altri farmaci potenzialmente epatotossici (p. es. leflunomide, azatioprina, retinoidi, sulfasalazina) devono essere monitorati accuratamente per un possibile rischio di epatotossicità. Per lo stesso motivo si deve evitare l'uso concomitante di alcool.

Probenecid, penicilline, inibitori di pompa protonica

Il trasporto tubulare renale viene ridotto da probenecid, penicilline e inibitori di pompa protonica, il che può determinare livelli di metotressato potenzialmente tossici. L'uso del metotressato con questi medicinali deve essere attentamente monitorato. Tossicità ematologica e gastrointestinale sono state osservate in associazione a dosi elevate e basse di metotressato.

Agenti chemioterapici potenzialmente nefrotossici

È possibile osservare un incremento della nefrotossicità quando si somministra una dose elevata di metotressato in associazione con un agente chemioterapico potenzialmente nefrotossico (ad es. cisplatino).

Antagonisti dei folati

In rari casi è stato segnalato che la somministrazione concomitante di metotressato e antagonisti dei folati, ad es. trimetoprim e cotrimossazolo, può causare soppressione midollare.

Antibiotici orali e antibiotici ad ampio spettro non assorbibili

Gli antibiotici orali, quali tetracicline, e gli antibiotici ad ampio spettro non assorbibili possono ridurre l'assorbimento intestinale del metotressato o interferire con la circolazione enteroepatica attraverso l'inibizione della flora intestinale e la soppressione del metabolismo batterico del metotressato.

Teofillina

Il metotressato può ridurre la clearance della teofillina, per cui in caso di trattamento concomitante è necessario monitorare i livelli di teofillina.


SOVRADOSAGGIO



Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Metotressato Teva 25 mg/ml soluzione iniettabile 1 flacone 2 ml

Nell'esperienza post-marketing il sovradosaggio si è generalmente verificato con la somministrazione orale e intratecale di metotressato, sebbene sia stato segnalato sovradosaggio anche con somministrazione endovenosa e intramuscolare.

I sintomi di un sovradosaggio con somministrazione intratecale sono generalmente sintomi del SNC, tra cui cefalea, nausea e vomito, attacchi epilettici o convulsioni ed encefalopatia tossica acuta. In alcuni casi non sono stati segnalati sintomi. Sono stati riportati casi di decesso a seguito di sovradosaggio per via intratecale. In questi casi sono state segnalate ernie cerebellari associate a un aumento della pressione endocranica ed encefalopatia tossica acuta.

Sono stati segnalati casi di sovradosaggio, talvolta fatali, dovuti a un'errata assunzione giornaliera anziché quella settimanale di metotressato per via orale. In questi casi i sintomi comunemente segnalati sono stati reazioni ematologiche e gastrointestinali.

Il folinato di calcio è l'antidoto per neutralizzare gli effetti tossici immediati del metotressato. Può essere somministrato per via orale, intramuscolare, bolo endovenoso o infusione. Maggiore è l'intervallo di tempo tra la somministrazione di metotressato e l'inizio della terapia con folinato di calcio, minore è l'efficacia del folinato di calcio nel contrastare la tossicità. Il monitoraggio della concentrazione sierica del metotressato è essenziale per determinare la dose ottimale e la durata del trattamento con il folinato di calcio.

Possono essere necessarie altre terapie di supporto come trasfusioni di sangue e dialisi renale.

In casi di massiccio sovradosaggio, potrebbero essere necessarie l'idratazione e l'alcalinizzazione delle urine per prevenire la precipitazione del metotressato e/o dei suoi metaboliti a livello dei tubuli renali.

Né l'emodialisi né la dialisi peritoneale hanno dimostrato di migliorare l'eliminazione del metotressato. Tuttavia, una clearance efficace del metotressato è stata riportata con emodialisi intermittente acuta, eseguita con un dializzatore ad alto flusso.

A seguito di sovradosaggio per via intratecale può essere necessario somministrare dosi elevate di folinato di calcio per via sistemica o indurre diuresi alcalina.


EFFETTI INDESIDERATI



Quali sono gli effetti collaterali di Metotressato Teva 25 mg/ml soluzione iniettabile 1 flacone 2 ml

In generale, l'incidenza e la gravità degli effetti indesiderati acuti sono correlati alla dose, alla frequenza di somministrazione e alla durata dell'esposizione degli organi bersaglio a livelli ematici significativi di metotressato.

Gli effetti indesiderati più rilevanti sono la soppressione del sistema ematopoietico e i disordini gastro-intestinali.

Le reazioni avverse riportate più di frequente includono stomatite ulcerativa, leucopenia, nausea e dolore addominale. Altri eventi avversi riportati di frequente sono malessere, stanchezza non giustificata, brividi e febbre, capogiro e ridotta resistenza alle infezioni.

Elenco delle reazioni avverse

Le frequenze delle reazioni avverse sono classificate come segue: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1.000, < 1/100), raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000), molto raro (< 1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Infezioni e infestazioni

Comune: polmonite, herpes zoster

Non comune: infezione opportunistica (talvolta fatale), cistite, vaginite, maggiore predisposizione alle infezioni

Raro: sepsi, faringite

Molto raro: polmonite da pneumocystis carinii, nocardiosi, istoplasmosi, criptococcosi, epatite da herpes simplex, herpes simplex disseminato e foruncolosi

Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi)

Non comune: linfoma

Molto raro: sindrome da lisi tumorale, disordine linfoproliferativo

Patologie del sistema emolinfopoietico

Molto comune: trombocitopenia, leucopenia

Comune: depressione del midollo osseo, anemia, pancitopenia

Raro: anemia megaloblastica

Molto raro: anemia aplastica, neutropenia e linfadenopatia

Disturbi del sistema immunitario

Non comune: reazione anafilattica

Molto raro: ipogammaglobulinemia

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non comune: diabete mellito precipitato

Disturbi psichiatrici

Raro: alterazioni dell'umore

Molto raro: perdita di libido

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea

Non comune: capogiri, emiparesi, convulsioni, leucoencefalopatia (a seguito di somministrazione endovenosa di dosi elevate, somministrazione intratecale o basse dosi di metotressato dopo irradiazione craniospinale)

Raro: compromissione delle facoltà cognitive (temporanea), paresi, disturbi del linguaggio non altrimenti specificati comprese disartria e afasia

Molto raro: disturbi sensoriali (sensazioni craniche insolite)

Patologie dell'occhio

Raro: irritazione oculare, disturbi visivi, vista offuscata

Molto raro: congiuntivite, cecità transitoria, perdita della vista

Patologie cardiache

Molto raro: pericardite, versamento pericardico

Patologie vascolari

Raro: evento tromboembolico (comprese trombosi arteriosa, trombosi cerebrale, tromboflebite, trombosi venosa profonda ed embolia polmonare)

Non comune: vasculite

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Comune: polmonite interstiziale (talvolta fatale)

Non comune: fibrosi polmonare

Molto raro: pneumopatia interstiziale cronica

Patologie gastrointestinali

Molto comune: dolore addominale, stomatite, nausea, anoressia, vomito

Non comune: ulcere intestinali, sanguinamento gastrointestinale, diarrea

Raro: gengivite, enterite, melena

Molto raro: ematemesi

Patologie epatobiliari

Non comune: trasformazione grassa del fegato, fibrosi epatica, cirrosi epatica

Raro: epatotossicità, epatite acuta

Molto raro: atrofia epatica, necrosi epatica

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: rash eritematoso, prurito

Non comune: sindrome di Stevens-Johnson; necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell), orticaria, fotosensibilità, anomalie della pigmentazione, alopecia

Raro: nodulosi, ecchimosi, acne, eritema multiforme, ulcere cutanee, riacutizzazione della psoriasi*

Molto raro: telangectasia

* Lesioni da psoriasi possono essere aggravate da concomitante esposizione ai raggi ultravioletti. Il fenomeno di “recall“ è stato segnalato sia in pazienti sottoposti a radioterapia sia in quelli con pelle danneggiata dai raggi solari.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: artralgia, mialgia, osteoporosi

Patologie renali e urinarie

Non comune: insufficienza renale, disuria, nefropatia

Molto raro: azotemia, ematuria

Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali

Raro: aborto

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Non comune: ulcere vaginali

Molto raro: impotenza, infertilità, oligospermia, disturbi mestruali, secrezioni vaginali

Patologie congenite, familiari e genetiche

Non comune: malformazione fetale

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto comune: mucosite

Comune: malessere, astenia

Non comune: febbre

Molto raro: morte

Esami diagnostici

Molto comune: aumento degli enzimi epatici

Non comune: diminuzione dell'albumina sierica

Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura

Raro: frattura da stress

Descrizione di reazioni avverse selezionate in seguito a somministrazione intratecale di metotressato

La forma acuta è un'aracnoidite chimica che si manifesta con cefalea, dolore alla schiena o alle spalle, rigidità nucale e febbre.

La forma subacuta può includere paresi, generalmente transitoria, paraparesi/paraplegia con coinvolgimento di uno o più radici del nervo spinale, paralisi e disfunzione cerebellare.

La forma cronica è una leucoencefalopatia che si manifesta con irritabilità, confusione, atassia, spasticità, occasionali episodi di convulsioni, demenza, sonnolenza, coma e raramente morte.

Tale tossicità sul sistema nervoso centrale può essere progressiva. È stato dimostrato che l'uso combinato di irradiazioni craniospinali e metotressato somministrato per via intratecale ha aumentato l'incidenza della leucoencefalopatia. Eventuali segni di neurotossicità (irritazione meningea, paresi transitoria o permanente, encefalopatia) devono essere monitorati in seguito a somministrazione intratecale di metotressato.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il Sito web: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.


CONSERVAZIONE



Il prodotto deve essere conservato a temperatura inferiore a 25°C al riparo dalla luce diretta del sole. Metotressato Teva dovrebbe essere diluito solo con soluzione fisiologica normale per infusione, così diluito è stabile per almeno 24 ore.


PATOLOGIE ASSOCIATE







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