La paura della paura - Il commento di Luca Pani

19 settembre 2020
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La paura della paura - Il commento di Luca Pani


È già problematico non farsela addosso davanti a un serpente, un orso o un lupo mannaro, figuriamoci quando la paura non proviene da cose che abbiamo davanti ma da ciò che potrebbe accadere .

Gli psichiatri la definiscono ansia o angoscia (che è peggio) anticipatoria. Per questi cervelli tutto è reale: un incubo, un film dell'orrore, un racconto. E reali possono essere i ricordi di quel libro, di quel sogno e di quel film, indipendentemente dalla realtà, perché non sempre si può distinguere quanto gli stimoli ansiogeni siano reali o immaginari: Discorrevo senza posa di vermi, di tombe, di epitaffi. Mi perdevo in fantasticherie di morte e il pensiero dell'inumazione prematura mi ossessionava costantemente il cervello.

In certi casi il terrore di ciò che potrebbe accadere è molto più vivido e vero di ciò che sta realmente accadendo e la paura della paura diventa più nitida, praticamente dolorosa. La paura non di ciò che è ma di ciò che potrebbe essere è una di quelle più difficili da curare.

Perché è antichissima, primordiale.

Circolando nervosamente, come un uomo ansioso fa ancora oggi, le sentinelle delle popolazioni primitive scrutavano l'orizzonte, annusavano l'aria alla ricerca di qualche segnale che giustificasse quel peso che si sentivano addosso. Mentre i coraggiosi scoprivano nuovi territori e rientravano con le prede, i pavidi curavano la prole come nessun altro avrebbe saputo fare.

L'evoluzione non butta via mai niente ed è grazie a questo che la paura della paura è arrivata sino a noi.


Luca Pani

Prove di volo
Edizioni LSWR


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