Emorroidi

08 aprile 2006

Emorroidi




05 aprile 2006

Emorroidi

Da circa un anno mi sono state diagnosticate emorroidi di IV grado -totalmente esterne- Non ho problemi di dolori e poco di sanguinamento, ma solo problemi di ano molto umido tanto da dover cambiare molta biancheria intima. Dovrei operarmi ma a sentire in giro ci sono tanti metodi -Crioterapia selettiva, Metodo HAL Doppler, Legatura, Coagulazione a infrarossi, Scleroterapia e per ultimo ho sentito parlare molto bene del metodo del Prof. Longo. So che la scelta deve essere fatta a seconda della situazione personale, ma potete darmi delle indicazioni più precise su quale tecnica optare? Il metodo Longo sembra si possa applicare a tutti i gradi di emorroidi, è vero? Grazie.

Risposta del 08 aprile 2006

Risposta a cura di:
Dott. GIOVANNI LEONI


Le Emorroidi vengono classificate al IV grado quando non sono più completamente riducibili manualmente all'interno dell'ano. Lo sviluppo progressivo negli anni della componente venosa, il prolasso e la lassità dei legamenti di sospensione sono tali che la mucosa del canale anale e i gavoccioli emorroidari compaiono costantemente all'esterno : di qui l'ano umido, le perdite siero ematiche sulla biancheria intima, le dermatiti perianali, il senso di " peso" anale. Il prolasso è spesso circonferenziale cioè a 360°. E' il grado più grave e più complesso da trattare della malattia emorroidaria. L'unica vera soluzione al suo problema è l'intervento chirurgico. Due sono le strade : 1) l' emorroidectomia classica cioè l'asportazione dei 3 pacchetti emorroidari principali e talvolta di qualche vaso accessorio, con tempo realistico di guarigione delle ferite chirurgiche sulle 4-6 settimane con necessità di scrupolosa toilette locale, medicazioni ed uso di creme protettive 3-4 volte al giorno; 2) la prolassectomia sec. Longo (dal nome del suo autore) che consiste nel riposizionamento del prolasso muco-emorroidario all'interno del canale anale con l'impiego di una suturatrice meccanica circolare "taglia e cuci" derivata dalla chirurgia maggiore intestinale.
E' in pratica un "lifting" un "tirare su e dentro il prolasso eliminando l'eccesso di tessuto". Il vantaggio rispetto alla terapia classica è che l’intervento avviene all'interno del canale anale, con linea di sutura finale in una zona dove non c' è la sensibilità cutanea dolorifica : gli ultimi 2-3 cm della mucosa del canale anale, tanto sensibili al dolore e cofattori della continenza a feci e gas, non vengono toccati. Nel suo caso specifico la scelta precisa potrà essere presa dal chirurgo che la opererà solo in sala operatoria, con lei sotto anestesia, quando sarà possibile, con adeguate manovre, vedere quanto e come è possibile riposizionare all’interno il suo prolasso muco-emorroidario, se è adeguata la tecnica di Longo, da sola o con alcuni piccoli ritocchi necessari in un autentico IV grado emorroidario per fare risalire bene il tutto, o di necessità, preferire la tecnica classica di asportazione dei tre vasi, con maggiori inconvenienti nel postoperatorio immediato ma anche maggiori garanzie di buoni risultati nel tempo.

Dott. Giovanni Leoni
Medico Ospedaliero
Specialista in Chirurgia generale
VENEZIA (VE)

Ultime risposte di Cuore circolazione e malattie del sangue


Vedi anche:


Ultimi articoli
Seguici su:

Seguici su FacebookSeguici su Youtube