Pillola

12 gennaio 2026

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12 gennaio 2026

Pillola

assumo Drovelis da circa 8 mesi e puntualmente tra il 10° e il 15° giorno del blister compare spotting marrone, che poi persiste fino all’inizio del blister successivo. Ho già provato a cambiare l’orario di assunzione, ma la situazione non è migliorata. Assumo la pillola anche per adenomiosi. Vorrei sapere: • se questo spotting è normale dopo diversi mesi di assunzione • se è consigliabile continuare ancora o valutare un cambio di pillola o di metodo contraccettivo Sono disposta a cambiare pillola o metodo se necessario. Grazie.

Risposta del 12 gennaio 2026

Risposta a cura di:
Dott.ssa DANIELA PELOTTI


È un problema sottovalutato, ma la celiachia non diagnosticata io una gluten sensitivity e l’intolleranza al lattosio, possono compromettere l’assorbimento di qualsiasi pillola e quindi l’assorbimento e l’efficacia dell’anticoncezionale e quindi esporre al rischio di gravidanze indesiderate. “Le intolleranze alimentari non vengono quasi mai prese in considerazione nella scelta contraccettiva e quindi mettere a rischio di gravidanze indesiderate, fenomeni di spotting e irregolarità del ciclo mestruale. ” Spesso, però, è la donna a non far presente questo tipo di problema al ginecologo, perché ne sottovaluta l’importanza o non sa di esserne affetta. In questi casi è quindi necessario correggere l’alimentazione e che il medico e la paziente siano maggiormente consapevole delle manifestazioni cliniche tipiche di queste intolleranze alimentari. E’ necessario che il medico ponga alla donna le domande “giuste” per capire se soffre di colon irritabile da intolleranze alimentari. Eliminando cibi con glutine e lattosio e cibi che causano infiammazioni intestinali si può avere la scomparsa dello spotting. Se la paziente non accetta questa verifica e questa restrizione alimentari, il medico può indirizzarla verso un percorso diagnostico appropriato e verso la scelta di un metodo contraccettivo che le garantisca la maggiore affidabilità possibile: un metodo che usi vie di somministrazione alternative, quali la via vaginale e, soprattutto, quella transdermica. ” Tuttavia, la via vaginale potrebbe non essere l’ideale, infatti, un colon irritabile è associato a una maggior frequenza di irritazioni vaginali con perdite e dolore durante il rapporto sessuale. Inoltre, processi flogistici a livello intestinale possono estendersi anche a livello vaginale e aumentare la suscettibilità alle vulvovaginiti da Candida. In questi casi, una mucosa vaginale infiammata può ridurre e inficiare l’assorbimento degli ormoni per via transvaginale. In questo caso, il contraccettivo transdermico può essere la soluzione migliore”. Infatti, il passaggio diretto cerotto-pelle-sangue, peculiare della via transdermica, in cui gli ormoni vengono assorbiti saltando la via intestinale e vaginale, rende il cerotto il metodo contraccettivo affidabile per le donne con intolleranze alimentari. In realtà, lo spotting è un segnale di allerta, manifesta un problema di infiammazione gastrointestinale che se non risolta eliminando la causa può comportare col tempo problemi seri di assorbimento di elementi necessari per il benessere di tutto il corpo.


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