Contro la cellulite un nuovo laser, ma anche movimento e dieta

22 luglio 2013
Interviste

Contro la cellulite un nuovo laser, ma anche movimento e dieta


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Tempo di mare. Tempo di spiaggia. Tempo di bikini. Ma, purtroppo, è anche tempo di misurarsi con gli inestetismi della cellulite. «La soluzione? Lo stile di vita: dieta e movimento». Santo Raffaele Mercuri, primario di Dermatologia dell'Ospedale San Raffaele di Milano non ha dubbi: «Si possono fare tutte le liposuzioni del mondo ma se poi non si rinuncia al bucatino all'amatriciana... le cellule adipose che rimangono tornano a farla da padrone».

Ma la liposuzione non risolve il problema?
«Risolve solo quello che viene definito culotte de cheval, ovvero il grasso della zona procamperica, sotto i fianchi. Negli altri casi non risolve definitivamente. Chi ha predisposizione alla cellulite dopo un certo periodo di tempo si ritrova di fronte alla stessa situazione».

E quindi deve di nuovo sottoporsi all'intervento...
«Sì. E se parliamo di liposuzione classica implica una serie di precauzioni come evitare di prendere farmaci che contengono acido acetilsalicilico nei giorni precedenti l'intervento per evitare il sanguinamento, poi bisogna attrezzarsi per indossare delle guaine appropriate nei giorni immediatamente successivi...».

Ci sono altre soluzioni?
«La novità viene da un nuovo laser approvato pochi mesi fa dalla Fda, l'ente governativo americano che controlla il settore farmaceutico, ha un'azione tridimensionale ed è specifico per la cellulite».

Che cosa fa in pratica?
«Scioglie il grasso e va poi a incidere i setti fibrosi che sono i responsabili del cosiddetto effetto a buccia d'arancia. Il grasso non viene aspirato ma viene eliminato attraverso i forellini che vengono praticati, in anestesia locale, per fare entrare le sonde piccolissime, da uno a tre millimetri di diametro, che contengono le fibre ottiche che veicolano l'energia del laser che, oltre a sciogliere il grasso, recide termicamente anche le bande dei setti fibrosi che tirano la pelle verso il basso creando gli avvallamenti della pelle. Il risultato, che dura nel tempo,è una riduzione della cellulite e un rassodamento dell'area trattata. Ed è molto meno traumatico della liposuzione classica. Si chiama cellulaze ed è una macchina molto sofisticata che ha tre azioni: elimina i tessuti fibrosi, scioglie il grasso e rassoda e tonifica la pelle. Detto questo, ripeto: la cellulite si combatte soprattutto intervenendo sullo stile di vita. Perché è una vera malattia».

Cioè?
«La cellulite è determinata dalla degenerazione della microcircolazione del tessuto adiposo con alterazione delle sue più importanti funzioni metaboliche. Gli inestetismi altro non sono che la retrazione infiammatoria dei setti fibrosi che uniscono il derma al muscolo, per capirci: si contraggono tirando il tessuto cutaneo verso il basso e determinano l'avvallamento caratteristico della cellulite. In superficie abbiamo la pelle a materasso, sotto abbiamo il bottone cellulitico che è un nodo flogistico infiammatorio che causa la retrazione sui setti fibrosi. Quindi dobbiamo cercare di incidere questi setti fibrosi in modo che la pelle torni verso l'alto e quindi appaia di nuovo liscia».

Quindi lei consiglia questa nuova tecnologia?
«Io la consiglio e raccomando vivamente di rivolgersi solo a centri specializzati e a medici con competenza clinica. Ma consiglio soprattutto: passeggiate, acqua, frutta e verdura».

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