Meduse: le strategie giuste se si viene colpiti

10 luglio 2018

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Meduse: le strategie giuste se si viene colpiti



È uno degli incidenti più frequenti al mare: il contatto con il liquido urticante e dall'effetto tossico che la medusa inocula attraverso i filamenti dei tentacoli, provoca immediatamente una forte irritazione cutanea accompagnata da bruciore intenso, prurito e dolore, fino alla comparsa di piccole vesciche, circondate da un'area arrossata e in rilievo.

Le mosse corrette e gli errori da evitare


In caso di incontro ravvicinato con una medusa, è importante innanzitutto non farsi prendere dal panico, a maggior ragione se il contatto avviene al largo. Bisogna tornare a riva continuando a respirare normalmente e sforzandosi di resistere alla tentazione di grattarsi.

Ecco come comportarsi:

  • Una volta usciti dall'acqua occorre evitare di sfregare la zona interessata perché questo potrebbe provocare l'apertura delle vescicole di veleno rimaste chiuse.
  • È importante, invece, lavare accuratamente la lesione, facendole semplicemente colare sopra un po' della stessa acqua di mare (senza tamponare o frizionare la cute con fazzoletti, teli da bagno o quant'altro) in modo da ripulire la pelle dai residui della medusa e diluire la concentrazione della sostanza urticante rilasciata dai tentacoli.
  • Attenzione a non usare acqua dolce o ghiaccio che, al contrario, favorirebbero il rilascio delle tossine. Per eliminare queste ultime non servono neanche disinfettanti come alcol o ammoniaca, che oltretutto possono aumentare l'irritazione.
  • Da evitare anche il ricorso al calore (mediante l'applicazione di sabbia e pietre scaldate dal sole, per esempio). Occorrono infatti 40-50 gradi per disattivare il veleno, e in tal caso si correrebbe il rischio di ustionare la pelle.
  • Dopo il trattamento con acqua salata, lasciare che l'area colpita si asciughi da sola. Nel giro di una ventina di minuti il grosso della reazione infiammatoria dovrebbe essersi ormai esaurito e la sensazione di dolore bruciante per buona parte calmata.
  • Se resta il prurito, per alleviarlo può essere utile applicare un gel al cloruro di alluminio, un potente astringente in grado di bloccare anche la diffusione delle tossine.

Fino a completa conclusione della reazione infiammatoria (possono trascorrere anche un paio di settimane) bisogna tenere coperta la parte interessata, evitando l'esposizione diretta al sole. La pelle di questa zona è infatti particolarmente sensibile ai raggi e tende a scurirsi di più, lasciando inestetiche macchie cutanee.


Quando il rischio aumenta


In caso di soggetti allergici alla sostanza urticante delle meduse, il contatto può portare a uno shock anafilattico. Attenzione quindi a sintomi come:

  • reazione cutanea diffusa
  • mancanza di respiro
  • pallore
  • sudorazione
  • nausea e vomito
  • disorientamento.

Sono campanelli d'allarme che dovrebbero suggerire di recarsi subito al pronto soccorso per gli accertamenti e la terapia del caso. Anche chi soffre di cuore deve fare maggiore attenzione, perché il forte dolore che provoca la puntura potrebbe causare un malore, talvolta con esito anche letale.

Claudio Buono



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