Perché e quando mettere l’apparecchio per i denti nei bambini

09 novembre 2018

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Perché e quando mettere l’apparecchio per i denti nei bambini



Il bambino deve essere visto da un dentista specialista (odontostomatologo) intorno ai tre anni; deve prendere confidenza con l'ambiente e deve capire che quello non sarà un luogo di tortura.
I tre anni rappresentano un'epoca fondamentale, dopo quella data le trasformazioni del cavo orale cominciano a prendere corpo e, soprattutto, le abitudini viziate, prima tra tutte il succhiamento del dito, possono iniziare a creare dei danni. Tenere il bambino sotto controllo con una visita annuale da quell'epoca in poi consente di intervenire, qualora ce ne sia bisogno, per rimediare a tutte le problematiche a carico delle ossa mascellari che dovessero manifestarsi.

Correggere i difetti di crescita


Nel caso si ravvisassero delle condizioni non favorevoli a una crescita ottimale delle ossa mascellari il periodo che va dai cinque anni in avanti può essere molto favorevole; tuttavia sono poche le condizioni che impongono un intervento a questa età.
Il nome di ortodonzia intercettiva è quello attribuito a questo tipo di intervento che mira a correggere primariamente difetti di crescita molto marcati quali: deviazioni della mandibola, eccessivi sviluppi del mascellare superiore o della mandibola.

Apparecchio sì, apparecchio no?


Gli interventi vengono fatti quasi sempre con apparecchiature che hanno il compito di far fare una sorta di ginnastica correttiva alle due ossa mascellari per riportarle verso un normale profilo di crescita; quasi sempre, ma non sempre, sono apparecchi rimovibili (ovvero apparecchi che si tolgono e si mettono) che necessitano di grande impegno da parte dei bambini ma anche da parte dei genitori. Hanno un'azione ortopedica, ossia mirano a far cambiare il profilo di crescita delle ossa mascellari e a eliminare tutte quelle interferenze che labbra, guance e lingua generano nel cavo orale dei pazienti.
L'azione curativa nei confronti dei piccoli è spesso, erroneamente, vista come una sorta di speculazione economica ma in realtà mira a convertire una situazione che, lasciata stare, porterebbe a dover fare dei trattamenti più avanti negli anni che sarebbero molto più complessi e demolitivi.


A cura di:
Professor Massimo Gagliani
Professore Associato di Malattie Odontostomatologiche presso l'Università degli Studi di Milano


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