Reflusso gastroesofageo, le tre cose che non sai

17 maggio 2019

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Reflusso gastroesofageo, le tre cose che non sai



Tipico dei cambi di stagione, il reflusso gastroesofageo è un disturbo molto diffuso che può manifestarsi anche con sintomi come mal di gola, tosse, raucedine. E talvolta essere scambiato per un attacco cardiaco.

Sintomi tipici e atipici


Il reflusso gastroesofageo consiste nella risalita di succhi gastrici dallo stomaco lungo l'esofago, a volte fino a alla gola. Può accadere solo sporadicamente oppure più volte nella giornata e per periodi prolungati, si parla in questo caso di malattia da reflusso gastroesofageo.
Non in tuti i casi infatti sono presenti i sintomi più tipici della malattia, in genere sufficienti a portare alla diagnosi, come rigurgito acido in bocca e bruciore al torace dietro lo sterno, a volte irradiato fino alle scapole e al collo. Quando non presenti tutta la giornata, i disturbi si manifestano più tipicamente nella notte, dopo i pasti o al risveglio.
Difficoltà di digestione, nausea, sensazione di nodo alla gola e fatica nella deglutizione sono invece manifestazioni considerate atipiche. L'abbassamento di voce e la tosse si devono alla risalita di materiale acido dallo stomaco, che va a infiammare la gola.
Non capita raramente, infine, che tachicardia e dolore toracico, a volte molto forte e simile a quello di origine cardiaca, vengano scambiati per sintomi di infarto e siano causa di un accesso al pronto soccorso.

Cure e farmaci


Le cause del reflusso sono di due categorie: da un lato il malfunzionamento della valvola cardiale posta alla fine dell'esofago, che dovrebbe impedire la risalita dei contenuti gastrici. questo può essere dovuto a  sovrappeso e gravidanza, che aumentano pressione addominale, fumo, ernia iatale e all'uso di alcuni farmaci: antistaminici, antipertensivi, antidepressivi, antidolorifici.
Dall'altro, il rallentamento dello svuotamento dello stomaco, e conseguente ristagno di cibo.
Per tenere sotto controllo i sintomi del reflusso gastroesofageo vengono prescritti farmaci specifici:
• antiacidi: neutralizzano la componente acida. Si utilizzano "al bisogno" ma non sono curativi e non guariscono la mucosa dell'esofago da eventuali erosioni;
• H2 antagonisti: riducono produzione di acido. Hanno un effetto più duraturo rispetto agli antiacidi ma possono smettere di funzionare;
• procinetici: per velocizzare lo svuotamento dello stomaco
• inibitori della pompa protonica (PPI): sono i più efficaci nel curare eventuali erosioni delle mucose esofagee.
Queste ultime categorie richiedono la prescrizione medica.

Alimentazione e prevenzione

Parallelamente alle terapie farmacologiche è importante curare l'alimentazione.
Alcuni cibi infatti favoriscono le secrezioni acide: limitare o evitare quindi cibi fritti o molto grassi, insaccati, formaggi stagionati, alcolici, caffe, bibite gassate, tè, agrumi, ananas, pomodori, menta, cioccolato, spezie e peperoncino. Preferire invece carni magre, cereali, verdure, formaggi freschi, condimenti leggeri come olio di oliva ed erbe aromatiche.
Evitare gli eccessi alimentari, meglio fare più pasti -idealmente cinque- durante la giornata e mantenersi sempre leggeri. Inoltre mangiare masticando lentamente. Coricarsi subito dopo i pasti è una abitudine che accentua molto i sintomi del reflusso. Meglio sarebbe anzi, aspettare circa tre ore. Ed evitare di fare attività fisica dopo i pasti.
Di notte può essere utile dormire con il capo in posizione sopraelevata rispetto al resto del corpo, per esempio posizionando un rialzo sotto il materasso.
Infine evitare di indossare indumenti stretti in corrispondenza della vita e, se necessario, perdere peso. 


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