Quando la musica fa male alla pelle

07 giugno 2019

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Quando la musica fa male alla pelle



Se tutti conosciamo il gomito del tennista o il piede d'atleta è più difficile sapere che ci sono alcune professioni che possono causare danni anche alla pelle.
Fra le malattie della pelle causate dalla professione, infatti, fa notizia una ricerca britannica che ha evidenziato quelle dovute all'utilizzo di uno strumento musicale che può aumentare il rischio di incorrere in una grande varietà di disturbi cutanei che vanno dalla reazione allergica all' eczema. I ricercatori hanno messo in rilievo che il contatto prolungato della pelle con lo strumento musicale può determinare una serie di condizioni dermatologiche tipiche dei musicisti. Condizioni che possono però essere affrontate sia con correzioni nella "tecnica esecutiva" sia con modifiche apportate allo strumento.

Il rapporto fra musica e medicina


Finora la musica era stata associata in prevalenza a problemi muscolo-scheletrici o neurologici, l'area dermatologica, invece, non era ancora stata esplorata a fondo, anche se non si tratta del primo studio in materia. Una recente indagine, condotta su 117 musicisti di un'orchestra, aveva evidenziato una significativa incidenza di problemi cutanei occupazionali o legati allo stress come iperidrosi, lichen planus, psoriasi, eczema e orticaria. È noto del resto che i musicisti sono esposti a grossi carichi di stress, fattori emotivi che possono veicolare disturbi cutanei idiopatici o da predisposizione genetica. Ma i musicisti, professionisti e non, non soffrono solo di disturbi comuni a quelli della maggior parte della popolazione ma anche di condizioni che discendono direttamente dalla loro attività musicale. Una recente indagine epidemiologica, condotta solo su 24 orchestrali, ha evidenziato come i problemi cutanei meccanici, determinati cioè dal modo di utilizzare lo strumento, siano i più diffusi. Un risultato confermato da due analisi successive, condotte su più larga scala, con la segnalazione di frequenti episodi di dermatite da contatto legata al proprio strumento. I ricercatori britannici hanno così raccolto in modo sistematico tutta la letteratura prodotta sul rapporto tra musica e medicina per definire i problemi più comuni tra i professionisti. I risultati si sono rivelati assai interessanti.

I risultati dell’indagine e le soluzioni


Quali sono state le reazioni allergiche più comuni riscontrate dai ricercatori? Per cominciare quella alla colofonia, materiale utilizzato per facilitare lo scorrimento degli archetti sugli strumenti a corda, e all'ancia, che è la sottile lamina utilizzata all'imboccatura di strumenti a fiato come clarinetti e sassofoni. I ricercatori hanno poi riscontrato nei flautisti e nei suonatori di ottoni o di strumenti a corda, allergie al nickel e dermatiti delle labbra, del mento e delle mani. Condizioni che possono condurre a eczema cronico. Questi disturbi, però non sono irreversibili - dicono i ricercatori. Basterebbe cambiare marca di colofonia o cambiare i materiali delle ance, provando quelle di plastica (polistirene) o ancora utilizzare archetti in materiale bronzeo, tutti accorgimenti che possono prevenire i problemi cutanei. Ma la lista delle malattie del musicista non finisce qui. Esistono disturbi tipici come il "collo dei violinisti", che si presenta gonfio e pallido, a causa del costante contatto della pelle col violino. E altrettanto tipica è l'infiammazione del petto che si manifesta nei chitarristi, una forma di mastite determinata da come si tiene appoggiato al corpo lo strumento. Anche in questi casi la soluzione può essere rappresentata da accorgimenti tecnici nell'uso degli strumenti.
I disturbi dermatologici dei musicisti non rappresentano una minaccia per la vita ma possono condurre a un condizionamento nella performance o a danno occupazionale - concludono i ricercatori. Ancora però si deve approfondire la ricerca epidemiologica. Le indagini, infatti, sono a oggi state condotte solo su orchestrali. E gli altri? E i musicisti rock, per esempio? Nell'attesa di ulteriori studi è importante che aumenti la consapevolezza, sia tra i medici sia tra i musicisti, di questi problemi specifici. La consapevolezza, infatti, è già metà dell'opera.



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