Come riconoscere la tachicardia: sintomi e cause

03 febbraio 2020

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Come riconoscere la tachicardia: sintomi e cause


La tachicardia è il battito del cuore accelerato. Una frequenza più rapida del battito cardiaco. Va approfondita quando si manifesta senza alcuna relazione con stress di tipo fisico o emotivo. Dunque, in una situazione di 'riposo' non provocata da alcun evento. Si distinguono la tachicardia parossistica e la tachicardia sinusale. Quest'ultima è la manifestazione più comune e meno pericolosa quando il ritmo cardiaco supera la soglia dei 100 battiti al minuto (in condizioni normale la frequenza oscilla tra le 60 e le 100 pulsazioni). Questa tipologia è così 'comune' da essere chiamata genericamente tachicardia.

Si tratta spesso di episodi isolati che rientrano poi nell'attività cardiaca normale e che non devono preoccupare soprattutto quando rappresentano la reazione ad un evento. Quando invece si ripetono in condizioni di riposo devono accendere un campanello d'allarme e vanno indagati. Sono più frequenti tra i 40 e i 65 anni.


Le cause della tachicardia


Sono tante e molto diverse le cause che possono dare origine alla tachicardia. Può essere legata ad altre patologie in corso (che diventano fattori di rischio) come l'insufficienza coronarica, le malattie cardiovascolari, l'aterosclerosi, le pneumopatie croniche, le infezioni. Ma spesso vanno attribuite a condizioni come:


I sintomi della tachicardia


Nel momento in cui il cuore accelera la sua frequenza, il sangue non riesce a distribuirsi in modo uniforme e regolare in tutto il corpo. La conseguenza è un ridotto afflusso di ossigeno nei diversi organi e un affaticamento del cuore che viene sottoposto ad uno sforzo eccessivo.
I sintomi che rivelano questa patologia si possono riassumere in:

  • sensazione di perdita di sensi
  • respiro corto, difficoltà di respirazione
  • affanno
  • battiti veloci e irregolari
  • confusione
  • sensazione di pressione al petto/braccio
  • vertigini
  • sudorazione

L'accelerazione del battito cardiaco può arrivare fino a 400 pulsazioni al minuto. Provocando quella sensazione che molti pazienti descrivono con la frase "avere il cuore in gola".

Una visita specialistica permette di creare una 'storia' del disturbo che può essere poi accertato attraverso esami come l'elettrocardiogramma, l'ecocardiogramma, e l'holter cardiaco. La tachicardia non va infatti sottovalutata perché, se non curata e tenuta sotto controllo con specifiche terapie e stili di vita corretti, può portare a complicazioni serie fino all'infarto e all'ictus.

Carla De Meo

Riferimenti bibliografici
Le intermittenze del cuore. Borgna, E. (2003). Feltrinelli, Milano
Hurst, Il Cuore (il manuale - 11ª edizione), Milano, McGraw-Hill, 2006



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