Fibromialgia: migliora con l’integrazione di vitamina D?

15 giugno 2016
Aggiornamenti e focus, Speciale Vitamina D

Fibromialgia: migliora con l’integrazione di vitamina D?




La fibromialgia, una sindrome cronica con diffuso dolore muscoloscheletrico, vari sintomi cognitivi e affaticamento, colpisce milioni di persone in tutto il mondo e la sua incidenza è in costante aumento, con un impatto importante sulla qualità della vita. Negli ultimi decenni la ricerca ha indirizzato le proprie forze alla comprensione della fisiopatologia della malattia, ma questo progresso non si è ancora tradotto nello sviluppo di terapie farmacologiche mirate e l'attuale approccio terapeutico rimane multidimensionale e basato sull'educazione del paziente, la terapia comportamentale, l'esercizio fisico e la gestione del dolore. Nel corso degli studi si è ripresentata più volte la vitamina D, vitamina liposolubile derivata principalmente dalla sintesi a livello cutaneo attraverso la radiazione ultravioletta (Uvb), la cui carenza sembra altamente prevalente nei pazienti con fibromialgia e la cui supplementazione ha portato a un miglioramento riferito dei sintomi clinici. Alla vitamina D è associata una pletora di azioni extrascheletriche, compresa la modulazione della crescita cellulare, azioni neuromuscolari e una potenziale capacità anti- infiammatoria.

Il coinvolgimento della vitamina D nella patogenesi, nonché il suo eventuale ruolo terapeutico dopo l'integrazione, sono da dimostrare e chiarire, ma l'interesse verso un potenziale bersaglio per strategie terapeutiche è elevato. Questo articolo non è una revisione sistematica, ma riassume e valuta criticamente gli studi a partire dal 2000 che correlano supplementazione di vitamina D e questa patologia, con particolare attenzione alla eziopatogenesi della malattia. Il team di ricerca conclude che le prove scientifiche disponibili non consentono una raccomandazione "di routine" della supplementazione di vitamina D nella pratica clinica quotidiana, ma si può raccomandare il suo uso nei casi in cui vi sia un alto rischio di sviluppare carenza di questa vitamina o documentata ipovitaminosi. Futuri studi sulla supplementazione, concepiti in modo appropriato, potrebbero offrire un nuovo approccio terapeutico sul campo.

Karras S, Rapti E, Matsoukas S, Kotsa K. Vitamin D in Fibromyalgia: A Causative or Confounding Biological Interplay? Nutrients. 2016 Jun 4;8 (6) .

Fonte: Nutrizione33

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