Amicizia, il segreto per vivere 15 anni in più
Una vita più lunga e sana passa anche dalla qualità delle relazioni. Gli studi dimostrano che vivere in solitudine può costare fino a 15 anni di vita. Il legame tra amicizia e longevità emerge dall'osservazione delle Blue Zone e da ricerche scientifiche che indicano l'importanza di socialità, attività fisica e buone abitudini. Scopri come migliorare la tua salute e prevenire le malattie grazie al potere delle relazioni.
Quale correlazione c'è tra amicizia e longevità ce la spiega il dottor Massimo Spattini, medico chirurgo e Specialista in Medicina dello Sport, oltre che in Scienza dell'Alimentazione e Dietetica, nel suo libro "Le 3 chiavi della longevità. Magri, forti, felici" (Edizioni Lswr).
Come aumentare la longevità in 8 mosse
Partiamo, innanzitutto, dal fatto che per tutelare la nostra longevità dobbiamo prestare attenzione ad otto fattori:
1. Attività fisica regolare: dedicare regolarmente del tempo all'esercizio fisico è essenziale per una vita più lunga e sana. L'Oms raccomanda almeno 150 minuti di attività aerobica moderata e 60 minuti di attività contro resistenza (con i pesi) a settimana.
2. Evitare le sostanze d'abuso: l'uso continuo o saltuario di sostanze d'abuso, come gli oppioidi, può danneggiare la salute e la longevità.
3. Smettere di fumare: chi smette di fumare prima dei 40 anni, o massimo a 60 anni, può godere di notevoli benefici per la salute e la durata della vita.
4. Gestire lo stress: imparare a gestire lo stress è fondamentale. Organizzazioni come l'Oms forniscono guide su come far fronte allo stress in modo sano.
5. Dieta a base vegetale: una dieta che includa abbondanti alimenti vegetali come frutta, verdura, cereali integrali, legumi e frutta secca a guscio è associata a una maggiore longevità.
6. Limitare il consumo di alcol: limitare il consumo di alcolici, seguendo le raccomandazioni, è cruciale per una vita più lunga.
7. Sonno di qualità: dormire bene è essenziale. Gli adulti dovrebbero mirare a dormire 7-9 ore per notte e adottare buone abitudini per migliorare la qualità del sonno.
8. Coltivare la socialità: mantenere relazioni sociali e interessi può aiutare a mantenere un cervello sano e promuovere una vita più lunga e soddisfacente.
L'osservazione delle Blue Zone
Le "Zone blu" sono delle specifiche aree del pianeta in cui le persone vivono più a lungo e in modo più sano. Ad oggi, quelle identificate e certificate sono 5: Loma Linda (California); Nicoya (Costa Rica); Ogliastra (Sardegna); Ikaria (Grecia); Okinawa (Giappone).
Oltre alla longevità, ciò che colpisce di questi luoghi è la qualità della vita dei loro abitanti e il fatto che la demenza senile è praticamente inesistente. Le Blue Zone non sono solo luoghi dove le persone vivono più a lungo, ma dove si ha una vita attiva, partecipativa e percepita come degna di essere vissuta.
Le Blue Zone sono state studiate dal demografo belga Michel Poulain, ricercatore dell'università di Tallinn in Estonia, e dall'epidemiologo sardo Gianni Pes, dell'università di Sassari. I due studiosi hanno identificato gli elementi di grande rilievo che accomunano tutte le Zone blu e che potrebbero essere quindi i fattori determinanti dietro al fenomeno della longevità.
Coltivare relazioni familiari e sociali forti
Come abbiamo visto, coltivare la socialità e l'amicizia è uno degli otto fattori per la longevità. Infatti, nelle Blue Zone, i centenari mostrano una forte attenzione nei confronti delle loro famiglie e mantengono legami profondi con i loro cari. Le relazioni sociali positive possono aiutare a ridurre lo stress e a promuovere la salute mentale. Infine, avere una vita sociale attiva e soddisfacente può contribuire a prevenire problemi di salute come la depressione e l'isolamento sociale.
A Loma Linda, la Chiesa Avventista incoraggia e fornisce opportunità concrete perché i suoi membri si impegnino in attività di volontariato, spesso avviando programmi di assistenza formale per chi ha problemi finanziari o difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane.
Gli abitanti di Okinawa, per esempio, hanno creato i "moai", gruppi di cinque amici che si impegnano a sostenersi e frequentarsi per tutta la vita. Gli abitanti di Nicoya dedicano il loro tempo libero a stare con famiglia e amici.
Gli Ikariani, sebbene le case siano isolate, hanno un forte spirito di solidarietà familiare e mantengono interazioni e contatti frequenti con vicini, familiari e amici.
Anche in Sardegna esiste un forte supporto sociale. Se nel mondo occidentale un novantenne ha il 50% di possibilità di finire la sua vita in una casa di riposo (con un'aspettativa di vita di sei mesi, una volta ricoverato) nell'Ogliastra questo non avviene mai.
15 anni di vita in più: il valore terapeutico dell'amicizia
Per la scienza, l'amicizia non ha solo un valore psicologico ma anche fisico. Due antropologi dell'Università di Oxford hanno dimostrato che alla base del "sentimento" dell'amicizia c'è la produzione di un oppioide endogeno che funziona da neurotrasmettitore, contrastando gli effetti dell'ormone dello stress.
Spesso si dice che l'amicizia è un sentimento più comune tra gli uomini che tra le donne, ma questo non è vero, o almeno non dovrebbe esserlo. Infatti, uno studio condotto presso l'Università del Michigan ha dimostrato che l'amicizia tra donne aumenta la produzione di progesterone, un ormone anti-ansiogeno, a discapito di quella del cortisolo. Questo effetto positivo potrebbe avere implicazioni importanti anche per le donne affette da cancro al seno, come emerge da un articolo pubblicato sulla rivista Breast Cancer Research and Treatment.
Inoltre, l'amicizia è in grado di allungare la vita. Analizzando più di 148 studi che consideravano la frequenza delle relazioni umane e l'impatto sulla salute, gli scienziati hanno concluso che avere pochi rapporti di amicizia può essere considerato un fattore di rischio per la salute equivalente a fumare 15,5 sigarette al giorno, peggio della sedentarietà e dell'obesità.
Infine, secondo gli scienziati americani dell'Ohio State University gli stimoli sociali inducono la produzione del BDNF, un fattore di crescita che, tra l'altro, induce la trasformazione del grasso bianco in grasso bruno, dotato di attività termogenica.
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