Troppi spot per i più piccoli

06 maggio 2010
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Troppi spot per i più piccoli


I bambini italiani sono sovraesposti agli spot che reclamizzano cibi e bevande. A dirlo è una ricerca condotta dall'università di Roma Tre con la collaborazione dell'Osservatorio di Pavia per accertare gli effetti della pubblicità sulle abitudini alimentari delle generazioni più giovani: un bimbo che sta davanti alla tv per tre ore al giorno viene bersagliato in un anno da 32.850 annunci pubblicitari, in media uno ogni cinque minuti. Per gli esperti i dati individuano una correlazione tra pubblicità e cattive abitudini alimentari, la cui diffusione è testimoniata dal fatto che il 30% dei bambini italiani è obeso o sovrappeso. «Il 36% degli spot» ha sottolineato Valeria Del Balzo, docente del dipartimento di Scienze dell'alimentazione alla Sapienza, nel suo intervento alla IV edizione di Nutrimi, il convegno internazionale di Nutrizione pratica organizzato a Milano «pubblicizza alimenti ricchi di grassi, zuccheri e sali. L'esposizione alla pubblicità aumenta il consumo di tali alimenti a prescindere dagli stimoli provenienti dall'appetito». Secondo l'esperta, inoltre, la pubblicità scaccerebbe le buone abitudini: «Altri studi» ha proseguito Del Balzo «hanno mostrato che per ogni ora trascorsa davanti alla tv i bambini riducono il consumo di frutta e ortaggi di 0,14 porzioni al giorno». La ricerca dell'università di Roma Tre, chiamata non a caso "In bocca al lupo" e condotta in undici paesi europei, ha messo anche in luce l'eccezionalità della realtà italiana: se nel nostro paese l'indice di affollamento pubblicitario nella fascia oraria tra le 16 e le 19 è di uno spot ogni cinque minuti, negli altri paesi si ferma a uno ogni dieci minuti.




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