Metronidazolo Aurobindo 250 mg 20 compresse rivestite con film

11 aprile 2021
Farmaci - Metronidazolo Aurobindo

Metronidazolo Aurobindo 250 mg 20 compresse rivestite con film


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Metronidazolo Aurobindo 250 mg 20 compresse rivestite con film è un medicinale soggetto a prescrizione medica (classe A), a base di metronidazolo, appartenente al gruppo terapeutico Antimicotici, antiamebici, antigiardiasi imidazolici. E' commercializzato in Italia da Aurobindo Pharma (Italia) S.r.l.


INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


TITOLARE AIC:

Aurobindo Pharma (Italia) S.r.l.

MARCHIO

Metronidazolo Aurobindo

CONFEZIONE

250 mg 20 compresse rivestite con film

FORMA FARMACEUTICA
compresse rivestite

PRINCIPIO ATTIVO
metronidazolo

GRUPPO TERAPEUTICO
Antimicotici, antiamebici, antigiardiasi imidazolici

CLASSE
A

RICETTA
medicinale soggetto a prescrizione medica

PREZZO
2,32 €


CONFEZIONI DISPONIBILI IN COMMERCIO


Confezioni e formulazioni di Metronidazolo Aurobindo disponibili in commercio:

  • metronidazolo aurobindo 250 mg 20 compresse rivestite con film (scheda corrente)

FOGLIETTO ILLUSTRATIVO (PDF)


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Foglietto illustrativo Metronidazolo Aurobindo »

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INDICAZIONI TERAPEUTICHE


A cosa serve Metronidazolo Aurobindo? Perchè si usa?


Il metronidazolo è indicato per il trattamento delle seguenti infezioni in adulti e bambini:
  • Trattamento delle infezioni causate da microrganismi sensibili al metronidazolo (peritonite, ascesso cerebrale, osteomielite, febbre puerperale, ascesso pelvico, infezioni della ferita dopo l'intervento chirurgico)
  • Prevenzione delle infezioni batteriche anaerobiche post operatorie
  • Tricomoniasi urogenitale
  • Vaginosi batterica
  • Amebiasis
  • Giardiasi
  • Infezioni parodontali acute, inclusa gengivite ulcerosa acuta
  • Infezione da Helicobacter pylori associata a ulcera peptica, in associazione con altri medicinali raccomandati.
È necessario prendere in considerazione le linee guida ufficiali sull'uso appropriato degli agenti antibatterici.


CONTROINDICAZIONI


Quando non dev'essere usato Metronidazolo Aurobindo?


  • Ipersensibilità al principio attivo o ad altri derivati del 5-nitroimidazole o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
  • Primo trimestre di gravidanza.


AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO


Cosa serve sapere prima di prendere Metronidazolo Aurobindo?


Si consiglia un regolare monitoraggio clinico e di laboratorio (incluso emocromo completo) in caso di trattamento ad alte dosi o prolungato, di antecedenti di discrasia ematica, di infezione grave e grave insufficienza epatica.

Nei pazienti con danno epatico grave o ematopoiesi compromessa (ad es. granulocitopenia), il metronidazolo deve essere usato solo se i benefici attesi superano chiaramente i potenziali pericoli.
  • Il metronidazolo non ha attività battericida diretta contro i batteri aerobi e gli anaerobi facoltativi.
  • L'infezione da Neisseria gonorrhoeae può ancora persistere, nonostante l'eliminazione dell'infezione da Trichomonas vaginalis.
  • I pazienti devono essere informati che l'assunzione di metronidazolo può causare urine più scure.
  • La durata della terapia con metronidazolo o farmaci contenenti altri nitroimidazoli non deve superare i 10 giorni. Solo in casi elettivi specifici e se assolutamente necessario, il periodo di trattamento può essere prolungato, accompagnato da un adeguato monitoraggio clinico e di laboratorio. La terapia ripetuta deve essere limitata il più possibile e solo a specifici casi elettivi. Queste restrizioni devono essere osservate rigorosamente perché la possibilità che il metronidazolo sviluppi attività mutagena non può essere esclusa in modo sicuro e poiché negli esperimenti su animali è stato notato un aumento dell'incidenza di alcuni tumori.
  • In caso di gravi reazioni di ipersensibilità (ad es. shock anafilattico; vedere anche paragrafo 4.8), il trattamento con metronidazolo deve essere immediatamente interrotto e il trattamento di emergenza stabilito deve essere iniziato da personale sanitario qualificato.
  • Sono stati segnalati casi di reazioni cutanee bollose gravi, talvolta fatali, come la sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN) o pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP) con metronidazolo (vedere paragrafo 4.8). I pazienti devono essere informati dei sintomi e osservare attentamente le reazioni della pelle. Se il paziente manifesta sintomi di SJS o TEN (ad es. sintomi simil-influenzali, eruzione cutanea progressiva spesso con vesciche o alterazioni delle mucose) o AGEP (eritema febbrile generalizzato associato a pustole), il trattamento deve essere interrotto (vedere paragrafo 4.8).
  • Il metronidazolo deve essere usato con cautela nei pazienti con malattia attiva o cronica del sistema nervoso centrale e periferico, a causa del rischio di esacerbazione dei sintomi neurologici.
  • È necessario verificare che il paziente non presenti effetti collaterali come neuropatia periferica o generalizzata (incluse parestesie, atassia, vertigini, convulsioni).
  • In pazienti trattati con metronidazolo sono stati segnalati convulsioni, mioclono e neuropatia periferica, quest'ultima principalmente caratterizzata da intorpidimento o parestesia di un'estremità. La comparsa di segni neurologici anormali richiede la pronta valutazione del rapporto beneficio / rischio della continuazione della terapia (vedere paragrafo 4.8).
  • Il metronidazolo viene metabolizzato principalmente per ossidazione epatica. Una sostanziale compromissione della clearance del metronidazolo può verificarsi in presenza di insufficienza epatica avanzata. Un accumulo significativo può verificarsi in pazienti con encefalopatia epatica e le conseguenti elevate concentrazioni plasmatiche di metronidazolo possono contribuire ai sintomi dell'encefalopatia. Pertanto, il metronidazolo deve essere somministrato con cautela nei pazienti con encefalopatia epatica (vedere paragrafo 4.2).
  • La terapia prolungata con metronidazolo può essere associata a depressione del midollo osseo, con conseguente compromissione dell'ematopoiesi. Per le manifestazioni vedere paragrafo 4.8. La conta delle cellule del sangue deve essere attentamente monitorata durante la terapia prolungata.
  • I pazienti devono essere avvisati di non consumare alcol durante il trattamento con metronidazolo e per almeno 48 ore dopo la fine del trattamento, a causa del rischio di reazione al disulfiram (vedere paragrafo 4.5).
  • Il metronidazolo può interferire con i risultati di alcuni test di laboratorio (siero aspartato aminotransferasi (AST), alanina aminotransferasi (ALT), lattato deidrogenasi (LDH), trigliceridi, glicemia con conseguente riduzione dei valori (eventualmente fino a zero).
  • Sono stati segnalati casi di epatotossicità grave / insufficienza epatica acuta, inclusi casi con esito fatale con esordio molto rapido dopo l'inizio del trattamento in pazienti con sindrome di Cockayne con prodotti contenenti metronidazolo per uso sistemico. In questa popolazione, il metronidazolo deve quindi essere usato dopo un'attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio e solo se non è disponibile un trattamento alternativo. I test di funzionalità epatica devono essere eseguiti appena prima dell'inizio della terapia, durante e dopo la fine del trattamento fino a quando la funzionalità epatica rientra nei range normali o fino al raggiungimento dei valori basali. Se i test di funzionalità epatica diventano notevolmente elevati durante il trattamento, il farmaco deve essere sospeso. I pazienti con sindrome di Cockayne devono essere avvisati di segnalare immediatamente al proprio medico eventuali sintomi di potenziale danno epatico e di interrompere l'assunzione di metronidazolo.
  • La diarrea persistente grave che si verifica durante il trattamento o durante le settimane successive può essere dovuta a colite pseudomembranosa (nella maggior parte dei casi causata da Clostridium difficile) (vedere paragrafo 4.8). Questa malattia intestinale, scatenata dal trattamento antibiotico, può essere pericolosa per la vita e richiede un trattamento immediato e appropriato. Non devono essere somministrati medicinali anti-peristaltici.
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa, cioè essenzialmente “senza sodio“.


INTERAZIONI


Quali farmaci, principi attivi o alimenti possono interagire con l'effetto di Metronidazolo Aurobindo?


Interazioni con altri medicinali

Amiodarone

Sono stati segnalati prolungamento dell'intervallo QT e torsione di punta con la somministrazione concomitante di metronidazolo e amiodarone. Può essere appropriato monitorare l'intervallo QT sull'ECG se amiodarone viene usato in combinazione con metronidazolo. I pazienti trattati in regime ambulatoriale devono essere avvisati di rivolgersi al medico se manifestano sintomi che potrebbero indicare l'insorgenza di torsioni di punta come vertigini, palpitazioni o sincope.

Barbiturici

Il fenobarbital può aumentare il metabolismo epatico del metronidazolo, riducendo la sua emivita plasmatica a 3 ore.

Busulfan

La somministrazione concomitante con metronidazolo può aumentare significativamente le concentrazioni plasmatiche di busulfan. Il meccanismo di interazione non è stato descritto. A causa del potenziale di grave tossicità e mortalità associate a livelli plasmatici elevati di busulfan, deve essere evitato l'uso concomitante di metronidazolo.

Carbamazepina

Il metronidazolo può inibire il metabolismo della carbamazepina e aumentare le concentrazioni plasmatiche di conseguenza.

Cimetidina

La cimetidina somministrata contemporaneamente può ridurre l'eliminazione del metronidazolo in casi isolati e successivamente portare ad un aumento delle concentrazioni di metronidazolo nel siero.

Farmaci contraccettivi

Alcuni antibiotici possono, in casi eccezionali, ridurre l'effetto delle pillole contraccettive interferendo con l'idrolisi batterica dei coniugati steroidi nell'intestino e, di conseguenza, ridurre il riassorbimento degli steroidi non coniugati. Pertanto, i livelli plasmatici dello steroide attivo diminuiscono. Questa insolita interazione può verificarsi nelle donne con un'elevata escrezione di coniugati steroidi attraverso la bile. Esistono casi clinici di insufficienza contraccettiva orale in associazione con diversi antibiotici, ad es. ampicillina, amoxicillina, tetracicline e anche metronidazolo.

Derivati cumarinici

Il trattamento concomitante con metronidazolo può potenziare l'effetto anticoagulante di questi farmaci e aumentare il rischio di sanguinamento in conseguenza della ridotta degradazione epatica. Può essere necessaria una modifica della dose dell'anticoagulante.

Ciclosporina

Durante la terapia simultanea con ciclosporina e metronidazolo esiste il rischio di un aumento delle concentrazioni sieriche di ciclosporina. È richiesto un frequente monitoraggio della ciclosporina e della creatinina.

Disulfiram

La somministrazione simultanea di disulfiram può causare stati di confusione o persino reazioni psicotiche. La combinazione di entrambi gli agenti deve essere evitata.

Fluorouracile

Il metronidazolo inibisce il metabolismo del fluorouracile somministrato contemporaneamente, ovvero aumenta la concentrazione plasmatica di fluorouracile.

Litio

Si deve usare cautela quando il metronidazolo viene somministrato contemporaneamente ai sali di litio, poiché durante la terapia con metronidazolo sono state osservate concentrazioni sieriche elevate di litio. Il trattamento con litio deve essere ridotto o sospeso prima di somministrare metronidazolo. Le concentrazioni plasmatiche di litio, creatinina ed elettroliti devono essere monitorate nei pazienti in trattamento con litio mentre ricevono metronidazolo.

Micofenolato Mofetile

Le sostanze che alterano la flora gastrointestinale (ad es. antibiotici) possono ridurre la biodisponibilità orale dei prodotti di acido micofenolico. Durante la terapia concomitante con agenti antinfettivi, si raccomanda uno stretto monitoraggio clinico e di laboratorio per l'evidenza di un ridotto effetto immunosoppressivo dell'acido micofenolico.

Fenitoina

Il metronidazolo inibisce il metabolismo della fenitoina somministrata contemporaneamente, ovvero aumenta la concentrazione plasmatica di fenitoina. D'altra parte, l'efficacia del metronidazolo è ridotta quando la fenitoina viene somministrata contemporaneamente.

Tacrolimus

La somministrazione concomitante con metronidazolo può aumentare le concentrazioni ematiche di tacrolimus. Il meccanismo proposto è l'inibizione del metabolismo epatico del tacrolimus attraverso il CYP 3A4. I livelli ematici di tacrolimus e la funzionalità renale devono essere controllati frequentemente e il dosaggio adeguato di conseguenza, in particolare dopo l'inizio o l'interruzione della terapia con metronidazolo in pazienti che sono stabilizzati sul loro regime di tacrolimus.

Altre forme di interazione

Alcol

L'assunzione di bevande alcoliche deve essere evitata durante la terapia con metronidazolo poiché possono verificarsi reazioni avverse come vertigini e vomito (effetto disulfiram).


SOVRADOSAGGIO


Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Metronidazolo Aurobindo?


La dose mortale di metronidazolo per l'uomo non è nota.

In singoli casi, con l'uso di metronidazolo orale ad una dose da 6 a 10,4 g a giorni alterni per 5-7 giorni, si sono osservati sintomi di neurotossicità, inclusi stati convulsivi e neuropatie periferiche.

Dopo l'applicazione di una singola dose di 15 g di metronidazolo, i pazienti hanno manifestato nausea, vomito e atassia.

Trattamento del sovradosaggio

In caso di avvelenamento iniziare un trattamento sintomatico e di supporto.


EFFETTI INDESIDERATI


Quali sono gli effetti collaterali di Metronidazolo Aurobindo?


Le frequenze degli effetti indesiderati elencate di seguito sono definite come segue: molto comune (≥ 1/10); comune (da ≥ 1/100 a < 1/10); non comune (da ≥ 1/1.000 a < 1/100); rara (da ≥ 1/10.000 a < 1/1.000); molto rara (< 1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

L'incidenza, il tipo e la gravità delle reazioni avverse nei bambini sono le stesse degli adulti.

Alle dosi raccomandate gli effetti indesiderati gravi sono rari. I medici che prevedono una terapia continuata per il sollievo delle condizioni croniche, per periodi più lunghi di quanto raccomandato, sono invitati a considerare il possibile beneficio terapeutico contro il rischio di neuropatia periferica.

Infezioni ed infestazioni

Comune: superinfezioni da candida (ad es. infezioni genitali)

Rara: colite pseudomembranosa, che può verificarsi durante o dopo la terapia, manifestandosi come grave diarrea persistente. Per i dettagli relativi al trattamento di emergenza (vedere paragrafo 4.4).

Patologie del sangue e del sistema linfatico

Molto rara: agranulocitosi, neutropenia, trombocitopenia, pancitopenia

Non nota: leucopenia

Disturbi del sistema immunitario

Rara: gravi reazioni di ipersensibilità sistemica acuta: anafilassi, fino a shock anafilattico (vedere paragrafo 4.4)

Non nota: Reazioni di ipersensibilità da lieve a moderata, ad es. reazioni cutanee (vedere "Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo" di seguito), angioedema.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non nota: anoressia

Disturbi psichiatrici

Molto rara: disordini psicotici, incluse confusione e allucinazioni

Non nota: depressione

Patologie del sistema nervoso

Molto rara:
  • encefalopatia (es. confusione, febbre, cefalea, allucinazioni, paralisi, sensibilità alla luce, disturbi della visione e del movimento, collo rigido) e sindrome cerebellare subacuta (es. perdita di coordinazione, linguaggio confuso, andatura compromessa, nistagmo e tremore) che possono scomparire dopo l'interruzione della somministrazione del prodotto;
  • sonnolenza, vertigini, tremori, cefalea.

Non nota:

  • sonnolenza o insonnia, mioclono, neuropatia sensoriale periferica o convulsioni epilettiformi transitorie nella maggior parte dei casi, la neuropatia si è risolta dopo l'interruzione o la riduzione della dose di metronidazolo;
  • meningite asettica.
Patologie dell'occhio

Molto rara: disturbi della vista come diplopia e miopia, in molti casi transitorie.

Non nota: crisi oculogirica, neuropatia / neurite ottica.

Patologie gastrointestinali

Non nota:
  • disgeusia, glossiti e stomatiti, lingua pelosa, nausea, vomito, disturbi gastrointestinali come dolore addominale e diarrea;
  • disfagia (causata da effetti nervosi centrali del metronidazolo).
Patologie epatobiliari

Molto rara: aumento degli enzimi epatici (AST, ALT, fosfatasi alcalina) o epatite colestatica mista, danno epatocellulare, ittero e pancreatite.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Molto rara: reazioni allergiche, es. prurito, orticaria, sindrome di Stevens-Johnson

Non nota: eritema multiforme, necrolisi epidermica tossica.

Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo

Molto rara: mialgia, artralgia.

Patologie renali e urinarie

Molto rara: urina di colore scuro (dovuta ad un metabolita del metronidazolo).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse


GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO


E' possibile prendere Metronidazolo Aurobindo durante la gravidanza e l'allattamento?


Contraccezione in maschi e femmine.

Vedere paragrafo 4.5 "Farmaci contraccettivi".

Gravidanza

La sicurezza dell'uso del metronidazolo durante la gravidanza non è stata sufficientemente dimostrata. In particolare, le segnalazioni sull'uso durante la gravidanza sono contraddittorie. Alcuni studi hanno indicato un aumento del tasso di malformazioni. Negli studi sugli animali con metronidazolo non è stata osservata teratogenicità (vedere paragrafo 5.3).

L'uso del metronidazolo è controindicato nel primo trimestre di gravidanza. Nel secondo e terzo trimestre di gravidanza, il medicinale deve essere usato solo se i potenziali benefici del suo uso per la madre superano il rischio di danni al feto.

Allattamento

Il metronidazolo viene escreto nel latte materno, con concentrazioni vicine alle concentrazioni nel plasma. Durante l'allattamento non deve essere usato. Tuttavia, se il trattamento è necessario, bisogna interrompere l'allattamento.

Fertilità

Gli studi sugli animali indicano una potenziale influenza negativa del metronidazolo sul sistema riproduttivo maschile a dosi elevate al di sopra della dose massima raccomandata per l'uomo.


GUIDA DI VEICOLI E USO DI MACCHINARI


Effetti di Metronidazolo Aurobindo sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari


I pazienti devono essere avvertiti della possibilità di sonnolenza, vertigini, disorientamento, allucinazioni, convulsioni o disturbi visivi transitori. Si consiglia di non guidare veicoli o usare macchinari se si verificano questi sintomi.


PRINCIPIO ATTIVO


Ogni compressa rivestita con film contiene 250 mg di metronidazolo.

Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.


ECCIPIENTI


Nucleo della compressa:

Cellulosa microcristallina

Amido pregelatinizzato (amido di mais)

Idrossipropilcellulosa

Silice colloidale anidra

Sodio amido glicolato

Acido stearico

Rivestimento della compressa:

Ipromellosa 2910 (5cps)

Polietilenglicole


SCADENZA E CONSERVAZIONE


Scadenza: 24 mesi

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.


NATURA E CONTENUTO DEL CONTENITORE


Metronidazolo Aurobindo compresse rivestite con film è disponibile in confezioni blister PVC/Alluminio da 20, 21 e 40 compresse.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.


PATOLOGIE CORRELATE


Data ultimo aggiornamento: 09/04/2021

Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico

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