Adepril

16 gennaio 2021

Adepril


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Cos'è Adepril (amitriptilina cloridrato)


Adepril è un farmaco a base di amitriptilina cloridrato, appartenente al gruppo terapeutico Antidepressivi triciclici. E' commercializzato in Italia da Teofarma

Confezioni e formulazioni di Adepril disponibili in commercio


Selezionare una delle seguenti confezioni di Adepril disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):

A cosa serve Adepril e perchè si usa


Depressione endogena - Fase depressiva della psicosi maniaco-depressiva - Depressione reattiva - Depressione mascherata - Depressione neurotica - Depressione in corso di psicosi schizofreniche - Depressioni involutive - Depressioni gravi in corso di malattie neurologiche o di altre affezioni organiche.

Indicazioni: come usare Adepril, posologia, dosi e modo d'uso


Adulti

La dose quotidiana è strettamente individuale; essa sarà stabilita di volta in volta partendo da quantità più basse che possono essere aumentate progressivamente sulla base della risposta clinica e della tollerabilità.

Di norma sono raccomandabili dosi minori negli anziani, nei giovani e nei pazienti ambulatoriali.

Le compresse devono essere inghiottite intere senza masticarle.

A titolo di esempio si fornisce il seguente schema:

Trattamento ospedaliero

Iniziare con 100 mg al dì in dosi refratte ed aumentare progressivamente fino a 200-300 mg al giorno in un periodo di circa 15 giorni.

Trattamento ambulatoriale

Adulti: iniziare con 75 mg/die in dosi refratte ed aumentare fino a 150 mg/die. Non è raccomandabile superare i 200 mg/die.

Soggetti giovani ed anziani: 30-40 mg/die. In genere non è necessario superare 100 mg al dì.

Raggiunto l'effetto clinico il dosaggio giornaliero deve essere gradualmente ridotto fino a stabilire la dose individuale di mantenimento che per lo più è compresa tra 50 e 150 mg al giorno. Nel trattamento di pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovrà valutare una eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati.

Controindicazioni: quando non dev'essere usato Adepril


Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Glaucoma. Ipertrofia prostatica, stenosi pilorica ed altre affezioni stenosanti dell'apparato gastro-enterico e genito-urinario. Malattie epatiche. Insufficienza cardiaca. Disturbi del ritmo e della conduzione miocardica. Periodo di recupero post-infartuale.

Soggetti di età inferiore a 18 anni.

Uso di Inibitori delle monoaminossidasi (IMAO) nelle due settimane precedenti.

Gravidanza accertata o presunta.

Allattamento.

Adepril può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


Da non usarsi in caso di gravidanza accertata o presunta e durante l'allattamento.

Quali sono gli effetti indesiderati di Adepril


Durante la terapia con amitriptilina sono stati segnalati con varia intensità e frequenza i seguenti effetti collaterali:
  • effetti anticolinergici: cefalea, secchezza delle fauci, visione indistinta, midriasi, ipertono oculare, cicloplegia, tachicardia, stipsi, disuria, ritenzione urinaria;
  • effetti cardio-vascolari: ipotensione ortostatica, ipertensione, turbe del ritmo e della conduzione, arresto cardiaco, appiattimento dell'onda T ed altre anomalie del tracciato ECG, insufficienza cardiaca, infarto miocardico, ictus.
  • Prolungamento QT all'elettrocardiogramma (frequenza comune).
  • effetti neurologici: modificazioni dell'EEG, vertigini, tremori, atassia, disartria od altri segni extrapiramidali, convulsioni, parestesie alle estremità e neuropatie periferiche;
  • effetti psicologici: sedazione, sonnolenza, astenia ovvero ansietà, agitazione, stati confusionali con illusioni ed allucinazioni specie nei soggetti anziani, euforia, reazioni ipomaniacali, viraggio verso la fase maniacale in soggetti con psicosi bipolari, esacerbazione di stati psicotici. Le manifestazioni psicotiche possono essere trattate riducendo il dosaggio od associando un fenotiazinico alla terapia antidepressiva. Raramente, può manifestarsi ideazione/comportamento suicidario (vedi sezione 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d'impiego).
  • reazioni gastro-intestinali: anoressia, nausea, vomito, diarrea, stomatiti, adeniti sublinguali e paratiroidee, ittero e modificazione degli indici di funzionalità epatica (aumento delle transaminasi, della fosfatasi alcalina, etc.);
  • effetti endocrini: ginecomastia, galattorrea, alterazioni della libido, variazioni del tasso glicemico, aumento del peso corporeo;
  • reazioni ematologiche: eosinofilia, depressione midollare con agranulocitosi, trombocitopenia e porpora;
  • reazioni allergiche: prurito, orticaria, eritemi, petecchie, edema generalizzato o localizzato alla faccia ed alla lingua;
  • patologie dell'occhio: secchezza dell'occhio (frequenza non nota).
La comparsa di importanti effetti collaterali richiede sempre l'interruzione del trattamento; gli effetti collaterali di minore importanza, come quelli anticolinergici, possono attenuarsi durante la terapia od essere controllati con opportuni aggiustamenti del dosaggio.

Studi epidemiologici, condotti principalmente su pazienti di almeno 50 anni, mostrano un aumentato rischio di fratture ossee nei pazienti che fanno uso di SSRIs e TCAs. Il meccanismo che porta a questo rischio è sconosciuto.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato all'indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse

Patologie correlate:


Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico

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