Aspirina dolore e infiammazione

18 gennaio 2021

Aspirina dolore e infiammazione


Condividi su FacebookCondividi su LinkedInCondividi su Twitter


Cos'è Aspirina dolore e infiammazione (acido acetilsalicilico)


Aspirina dolore e infiammazione è un farmaco a base di acido acetilsalicilico, appartenente al gruppo terapeutico Antiaggreganti piastrinici, Antipiretici, Analgesici FANS. E' commercializzato in Italia da Bayer S.p.A.

Confezioni e formulazioni di Aspirina dolore e infiammazione disponibili in commercio


Selezionare una delle seguenti confezioni di Aspirina dolore e infiammazione disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):

A cosa serve Aspirina dolore e infiammazione e perchè si usa


Trattamento sintomatico della febbre e/o del dolore da lieve a moderato, come mal di testa, sindrome influenzale, mal di denti, dolori muscolari.

Indicazioni: come usare Aspirina dolore e infiammazione, posologia, dosi e modo d'uso


Posologia

Adulti e ragazzi (dai 16 anni in poi):

da 1 a 2 compresse per ciascuna dose da ripetere secondo necessità dopo un minimo periodo di 4 ore. La dose massima giornaliera non deve superare le 6 compresse.

Anziani (dai 65 anni):

1 compressa per ciascuna dose da ripetere secondo necessità dopo un minimo periodo di 4 ore. La dose massima giornaliera non deve superare le 4 compresse.

L'acido acetilsalicilico non va assunto per più di 3 giorni (in caso di febbre) o di 3 - 4 giorni (in caso di dolore) salvo diversa indicazione del medico.

Popolazione pediatrica:

L'acido acetilsalicilico non deve essere usato nei bambini e nei ragazzi al di sotto dei 16 anni senza una prescrizione medica.

L'acido acetilsalicilico deve essere usato con cautela nei pazienti con funzionalità epatica o renale anomala o con problemi circolatori.

Modo di somministrazione

Per uso orale. Le compresse vanno assunte con una adeguata quantità di liquidi.

Controindicazioni: quando non dev'essere usato Aspirina dolore e infiammazione


  • Ipersensibilità all'acido acetilsalicilico o ad altri salicilati, o ad uno qualsiasi degli eccipienti,
  • anamnesi di asma o reazioni di ipersensibilità (ad es. orticaria, angioedema, rinite grave, shock) indotte dalla somministrazione di salicilati o sostanze con un'azione simile, in particolare farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS),
  • ulcera peptica in fase attiva,
  • diatesi emorragica,
  • insufficienza renale grave,
  • insufficienza epatica grave,
  • insufficienza cardiaca grave non controllata,
  • concomitante somministrazione di metotrexato in dosi superiori a 20 mg alla settimana, per dosi antinfiammatorie di acido acetilsalicilico, o per dosi analgesiche o antipiretiche (vedere paragrafo 4.5),
  • concomitante somministrazione di anticoagulanti orali per dosi antinfiammatorie di acido acetilsalicilico,   o per dosi analgesiche o antipiretiche e nei pazienti con anamnesi di ulcere gastroduodenali (vedere   paragrafo 4.5),
  • dall'inizio del 6° mese di gravidanza (oltre la ventiquattresima settimana di amenorrea) (vedere  paragrafo 4.6),
  • bambini e ragazzi al di sotto dei 16 anni di età.

Aspirina dolore e infiammazione può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


Gravidanza

L'inibizione della sintesi delle prostaglandine può avere effetti avversi sul corso della gravidanza e/o lo sviluppo embrio-fetale. I dati tratti dagli studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto spontaneo , malformazioni cardiache e gastroschisi in seguito all'uso di inibitori della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza.

Il rischio assoluto di malformazioni cardio vascolari è aumentato da non meno dell'1% a circa 1.5%. Il rischio sembra aumentare con la dose e la durata del trattamento.

Negli animali, è stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore della sintesi delle prostaglandine provoca un aumento della perdita pre e post impianto e della mortalità embrio-fetale. Inoltre, un'aumentata incidenza di varie malformazioni, incluse quelle cardiovascolari, è stata segnalata in animali ai quali era stato somministrato un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante il periodo organogenetico della gestazione.

 A meno che non sia assolutamente indispensabile, l'acido acetilsalicilico non deve essere somministrato durante le prime 24 settimane di amenorrea. Se l'acido acetilsalicilico viene somministrato in donne che desiderano una gravidanza o sono in gravidanza durante le prime 24 settimane di amenorrea , la dose deve essere la più bassa possibile e la durata del trattamento il più breve possibile.

Oltre la 24° settimana di amenorrea, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono

esporre il feto a:
  • tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);
  • disfunzione renale, che può evolversi in insufficienza renale con oligoidroamniosi;
Nella fase finale della gravidanza, la madre e il neonato possono andare incontro a:
  • Prolungamento del tempo di emorragia, dovuto all'inibizione della aggregazione piastrinica che può manifestarsi anche a dosi molto basse di acido acetilsalicilico;
  • inibizione delle contrazioni uterine che determina il ritardo o il protrarsi del travaglio.
Pertanto l'acido acetilsalicilico è controindicato superato il 5° mese di gravidanza ( oltre 24 settimane di amenorrea) ( vedere paragrafo 4.3).

Allattamento

L'acido acetilsalicilico passa nel latte materno: pertanto l'uso di acido acetilsalicilico non è raccomandato durante l'allattamento (vedere paragrafo 4.4)

Fertilità

Ci sono alcune evidenze che i farmaci che inibiscono la cicloossigenasi/ sintesi delle prostaglandine possono causare alterazione della fertilità femminile a causa di un effetto sulla ovulazione. Questo effetto è reversibile alla sospensione del trattamento.

Quali sono gli effetti indesiderati di Aspirina dolore e infiammazione


Frequenze: non note ( non possono essere valutate dai dati disponibili)

Patologie del sangue e del sistema linfatico

Sanguinamento e tendenza alle emorragie (epistassi, sanguinamento delle gengive, porpora, ecc.) con aumento del tempo di sanguinamento. Il rischio di sanguinamento può persistere per 4-8 giorni dopo l'interruzione dell'assunzione di acido acetilsalicilico. Può causare un aumento del rischio di emorragia in caso diinterventi chirurgici. Possono verificarsi anche emorragie intracraniche e gastrointestinali.

Disturbi del sistema immunitario

Reazioni di ipersensibilità, reazioni anafilattiche, asma, angioedema

Patologie del sistema nervoso

Cefalea, capogiro, sensazione di perdita dell'udito, tinnito, che indicano di solito un sovradosaggio. Emorragia intracranica

Patologie gastrointestinali

Dolore addominale

Emorragia gastrointestinale occulta o conclamata (ematemesi, melena, ecc.) con conseguente anemia da carenza di ferro. Il rischio di sanguinamento è correlato alla dose.

Ulcere e perforazioni gastriche

Patologie epatobiliari

Innalzamento degli enzimi epatici di solito reversibile con l'interruzione del trattamento, danno epatico, principalmente di natura epatocellulare

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Orticaria, eruzioni cutanee

Disturbi generali

Sindrome di Reye ( vedere paragrafo 4.4)

Segnalazione degli effetti indesiderati

È importante segnalare gli effetti indesiderati del medicinale dopo l'autorizzazione. Questo consente di continuare il monitoraggio del rapporto rischio beneficio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il Sito web: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Patologie correlate:


Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico

Tags:

Farmaci:
Ultimi articoli
Seguici su:

Seguici su FacebookSeguici su Youtube
Farmacista33Doctor33Odontoiatria33Codifa