Protiaden

05 aprile 2020

Protiaden




Protiaden è un farmaco a base di dosulepina cloridrato, appartenente al gruppo terapeutico Antidepressivi triciclici. E' commercializzato in Italia da Teofarma.


Confezioni e formulazioni di Protiaden (dosulepina cloridrato) disponibili e foglietto illustrativo


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A cosa serve Protiaden (dosulepina cloridrato) e perchè si usa


PROTIADEN trova impiego nel trattamento degli stati depressivi e della componente ansiosa spesso associata alla patologia depressiva.



Come usare Protiaden (dosulepina cloridrato): posologia, dosi e modo d'uso


PROTIADEN può essere somministrato a dosi comprese tra 75 e 150 mg al giorno.

Nelle forme di depressione da lievi a moderate: 75 mg alla sera come dose singola.

Nelle forme da moderate a gravi: 150 mg al giorno in dosi refratte, o come dose singola serale: se viene adottata quest'ultima posologia, è preferibile l'adozione di dosi refratte durante i primi giorni.

L'unica somministrazione serale è consigliabile in quanto, pur garantendo la copertura terapeutica per 24 ore, facilita il sonno del paziente depresso e minimizza l'eventuale fastidio della secchezza delle fauci.

Non sospendere bruscamente il trattamento.

Nel trattamento di pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovrà valutare una eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati.



Controindicazioni: quando non dev'essere usato Protiaden (dosulepina cloridrato)


Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Sono stati riferiti casi di allergenicità crociata con altri farmaci a struttura chimica analoga. Glaucoma. Ipertrofia prostatica. Miastenia grave. Età pediatrica. Periodo di recupero post-infartuale. Epatopatie gravi.

Onde evitare manifestazioni anche gravi, fino alle convulsioni, al coma ed all'exitus, il farmaco non deve essere somministrato in associazione a inibitori della monoaminossidasi, e non prima che siano trascorse almeno due settimane dall'interruzione di un trattamento precedente con detti farmaci.

Ove necessiti un intervento chirurgico, si deve interrompere la somministrazione almeno 3-5 giorni prima.



Protiaden (dosulepina cloridrato) può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


Nelle donne in stato di gravidanza il prodotto va somministrato nei casi di effettiva necessità e sotto il diretto controllo del medico.

La dotiepina viene secreta nel latte materno, ma a livelli per i quali è improbabile che si creino problemi.



Quali sono gli effetti collaterali di Protiaden (dosulepina cloridrato)


Gli effetti collaterali di vari timolettici e antidepressivi triciclici di più comune osservazione sono quelli collegati con le proprietà anticolinergiche di detti farmaci e quelli a carico del S.N.C.: secchezza delle fauci, disturbi dell'adattamento della vista, midriasi, stipsi, astenia, tachicardia, palpitazioni, ronzii, cefalea, sonnolenza, ipotensione ortostatica. A seguito dell'uso di dosi elevate sono stati riferiti tremori lievi o gravi e persistenti, atassia, incoordinazione motoria, parestesie, neuropatie periferiche, manifestazioni allergiche con eruzioni cutanee, fotosensibilizzazione, edema del volto o della lingua e, eccezionalmente, ginecomastia nell'uomo, galattorrea nella donna. Slittamenti di stati depressivi verso stati di eccitazione sono stati segnalati in soggetti paranoidi o subdeliranti, specie se anziani, con stati confusionali, allucinazioni, ansia, insonnia. Le manifestazioni psicotiche possono essere trattate con fenotiazinici senza sostanziale pregiudizio del trattamento antidepressivo. In casi rari ideazione/Comportamento suicidario (vedi sezione 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d'impiego). In casi rari sono state osservate turbe nell'E.E.G.

Anche se con l'uso di qualche farmaco del gruppo sono stati occasionalmente segnalati, per lo più in sede di sovradosaggio, non si è potuto collocare i seguenti sintomi in un sicuro rapporto di causa ed effetto con il trattamento antidepressivo: disturbi a carico dell'apparato digerente quali nausea, vomito, stomatite, adeniti sublinguali o parotidee, diarrea, dolori addominali, epatiti ed ittero (l'osservazione di variazioni importanti dei tassi delle transaminasi deve indurre però alla interruzione del trattamento); agranulocitosi, porpora trombocitopenica; ritenzione urinaria; ileo paralitico; alopecia; alterazioni della libido; variazioni del peso corporeo o dei livelli glicemici; a carico dell'apparato cardiovascolare, specie nei soggetti anziani, alterazioni dell'E.C.G., blocco cardiaco, infarto miocardico, ictus.

Studi epidemiologici, condotti principalmente su pazienti di almeno 50 anni, mostrano un aumentato rischio di fratture ossee nei pazienti che fanno uso di SSRIs e TCAs. Il meccanismo che porta a questo rischio è sconosciuto.



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Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico


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