Movimento e depressione: un rapporto complicato

12 novembre 2014
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Movimento e depressione: un rapporto complicato


corsa movimento; depressione

Dire che l'esercizio fisico migliora l'umore può sembrare ovvio, ma si tratta di un concetto molto difficile da dimostrare scientificamente. Ci hanno provato i ricercatori dello University college di Londra e della McGill university in Canada con uno studio che ha coinvolto 11mila adulti tutti nati nel Regno Unito nel corso di una sola settimana di marzo dell'anno 1958.

«Abbiamo seguito queste persone fino al compimento del 50esimo compleanno, nel 2008, andando a valutare sia i livelli di attività fisica sia alcuni sintomi comuni di depressione come ansia, disturbi del sonno, irritabilità e fatigue a diverse età: 23, 33, 42 e 50 anni» spiegano gli autori dell'articolo recentemente pubblicato sulla rivista Jama Psychiatry. E grazie all'utilizzo di complesse formule statistiche i ricercatori sono giunti alla conclusione che chi si dedica al movimento fisico mostra meno sintomi tipici della depressione.
«Una relazione che non ha mostrato differenze legate all'età ed è valida anche per le persone più giovani che in genere si muovono di più e soffrono meno del disturbo» precisano.

Dallo studio emerge però anche un altro aspetto del complesso rapporto tra esercizio fisico e depressione. In base ai risultati dello studio, infatti, esiste anche una relazione che va nel verso opposto a quella appena descritta: i sintomi depressivi rappresentano spesso un ostacolo al movimento e chi è depresso tende a dedicare all'attività fisica meno tempo rispetto a chi invece non lo è. Niente di particolarmente nuovo in realtà dal momento che è noto che le persone depresse tendono spesso a isolarsi e a evitare qualsiasi forma di coinvolgimento in attività fisiche.
«Bisogna rispettare questo aspetto della depressione e trattarlo direttamente» spiega David Katz, direttore del Prevention center all'Università di Yale e non coinvolto nella ricerca, che poi aggiunge: «Una volta che i sintomi sono sotto controllo si può incoraggiare il paziente a fare attività fisica come parte del trattamento definitivo».




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