01 luglio 2026
Apiredol
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Cos'è Apiredol (paracetamolo)
Apiredol è un farmaco a base di paracetamolo, appartenente al gruppo terapeutico Antipiretici, Analgesici FANS. E' commercializzato in Italia da Pharmextracta S.P.A
Confezioni e formulazioni di Apiredol disponibili in commercio
Selezionare una delle seguenti confezioni di Apiredol disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):
A cosa serve Apiredol e perchè si usa
Trattamento sintomatico della febbre con durata inferiore a 3 giorni e del dolore lieve-moderato.
Indicazioni: come usare Apiredol, posologia, dosi e modo d'uso
Posologia
L’uso di Apiredol 100 mg/ml soluzione orale è riservato ai bambini di peso fino a 32 kg (approssimativamente da 0 mesi a 10 anni). È essenziale rispettare la posologia definita sulla base del peso corporeo del bambino e scegliere quindi la corretta dose in ml della soluzione orale. L’età approssimativa sulla base del peso corporeo viene indicata a titolo informativo.
La dose giornaliera raccomandata di paracetamolo è circa 60 mg/kg/die, suddivisa in 4 o 6 somministrazioni giornaliere, ossia 15 mg/kg ogni 6 ore o 10 mg/kg ogni 4 ore.
Per somministrare 15 mg/kg ogni 6 ore, le istruzioni sono le seguenti:
Fino a 4 kg (da 0 a 3 mesi): 0,6 ml (60 mg), equiv. a 15 gocce
Fino a 7 kg (da 4 a 8 mesi): 1,0 ml (100 mg), equiv. a 25 gocce
Fino a 8 kg (da 9 a 11 mesi): 1,2 ml (120 mg), equiv. a 30 gocce
Fino a 10,5 kg (da 12 a 23 mesi): 1,6 ml (160 mg), equiv. a 40 gocce
Fino a 13 kg (da 2 a 3 anni): 2,0 ml (200 mg)
Fino a 18,5 kg (da 4 a 5 anni): 2,8 ml (280 mg)
Fino a 24 kg (da 6 a 8 anni): 3,6 ml (360 mg)
Fino a 32 kg (da 9 a 10 anni): 4,8 ml (480 mg)
La somministrazione di questa dose può essere ripetuta ogni 6 ore.
Se non si ottengono gli effetti desiderati entro 3-4 ore, la dose può essere somministrata ogni 4 ore: in questo caso si somministrano 10 mg/kg.
Per i bambini di peso inferiore a 7 kg (6 mesi), deve essere considerato l'uso di supposte, se disponibili, eccetto i casi in cui la somministrazione di questa forma farmaceutica non sia possibile per motivi clinici (es. diarrea).
Nei bambini di età inferiore a 3 anni il paracetamolo deve essere utilizzato solo su raccomandazione del medico.
Dose massima raccomandata
La dose totale di paracetamolo non deve superare 80 mg/kg per i bambini di peso inferiore a 40 kg.
Vedere paragrafo 4.4.
Frequenza di somministrazione
La somministrazione sistematica consente di evitare il dolore o l’oscillazione della febbre.
Nei bambini, la somministrazione deve essere effettuata a intervalli regolari, anche di notte, preferibilmente ogni 6 ore, mantenendo comunque intervalli minimi di 4 ore.
Insufficienza renale
In caso di grave insufficienza renale (clearance della creatinina inferiore a 10 ml/min), l’intervallo minimo tra 2 somministrazioni deve essere aumentato a 8 ore.
Insufficienza epatica
In caso di insufficienza epatica è raccomandabile di ridurre la dose e aumentare l'intervallo tra le dosi (vedere paragrafo 4.4)
Modo di somministrazione
Via orale.
Per i bambini di età inferiore a 3 anni si raccomanda di somministrare la soluzione orale utilizzando il contagocce fornito nella confezione da 30 ml.
Per i bambini dai 3 anni in su si raccomanda di somministrare la soluzione orale utilizzando la siringa per somministrazione orale fornita nella confezione da 60 ml.
Controindicazioni: quando non dev'essere usato Apiredol
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
Apiredol può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?
Gravidanza
Una grande quantità di dati sulle donne in gravidanza non indicano né tossicità malformativa, né fetale/neonatale. Studi epidemiologici sullo sviluppo neurologico nei bambini esposti al paracetamolo in utero mostrano risultati non conclusivi. Se clinicamente necessario, il paracetamolo può essere usato durante la gravidanza, tuttavia dovrebbe essere usato alla dose efficace più bassa per il più breve tempo possibile e con la più bassa frequenza possibile.
Allattamento
Dopo la somministrazione orale, il paracetamolo è escreto nel latte materno in piccole quantità. Non sono stati segnalati effetti indesiderati sui lattanti. Dosi terapeutiche di questo medicinale possono essere utilizzate durante l'allattamento.
Quali sono gli effetti indesiderati di Apiredol
Come per tutti i medicinali contenenti paracetamolo, gli effetti indesiderati sono rari o molto rari e sono descritti di seguito.
Frequenza stimata: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000, <1/100); raro (≥ 1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000).
Patologie del sistema emolinfopoietico.
Molto raro: trombocitopenia, agranulocitosi, leucopenia, neutropenia, anemia emolitica.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione.
Molto raro: ipoglicemia;
Frequenza “non nota” (la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili): Acidosi metabolica con gap anionico elevato. In pazienti con fattori di rischio che utilizzano paracetamolo sono stati osservati casi di acidosi metabolica con gap anionico elevato dovuta ad acidosi piroglutamica (vedere paragrafo 4.4). In questi pazienti l’acidosi piroglutamica può manifestarsi come conseguenza di bassi livelli di glutatione.
Patologie cardiache.
Raro: ipotensione.
Patologie gastrointestinali.
Raro: aumento dei livelli delle transaminasi epatiche;
Molto raro: epatotossicità (ittero).
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo.
Sono stati riportati casi molto rari di gravi reazioni cutanee.
Patologie renali e urinarie.
Molto raro: piuria sterile (urine torbide), effetti indesiderati a livello renale (vedere paragrafo 4.4).
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione.
Raro: malessere;
Molto raro: reazioni di ipersensibilità che spaziano da semplice rash cutaneo o orticaria a shock anafilattico. La loro comparsa richiede l’interruzione di questo medicinale.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nel sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse
Patologie correlate:
- Bronchite
La bronchite acuta è un'infiammazione dell'epitelio (rivestimento interno) dei bronchi: come curarla, cause e sintomi. - Cefalea
La cefalea o mal di testa è causata da contrazioni muscolari dovute a stress o tensione oppure da problemi della circolazione del sangue nel cervello. - Flebite
Infiammazione della parete venosa, che colpisce soprattutto le vene superficiali (flebite superficiale), in particolare delle gambe. Quando l'infiammazione è associata alla presenza di un coagulo di sangue che ostruisce il vaso, si parla di tromboflebite. - Fratture ossee
Rottura di un osso, generalmente accompagnata da lesioni dei tessuti circostanti, la cui gravità dipende da quale osso viene colpito e dal tipo di frattura. - Herpes zoster
Infezione (comunemente chiamata anche fuoco di sant'Antonio) provocata dal virus della varicella-zoster, che causa una dolorosa eruzione cutanea di vescicole piene di liquido. - Influenza
L'influenza è una malattia infettiva virale caratterizzata da sintomi di infiammazione acuta delle prime vie aeree (naso, gola, bronchi) e malessere generalizzato - Mononucleosi
Malattia infettiva molto contagiosa. Il virus si trasmette attraverso il contatto intimo con i soggetti affetti, essendo presente nelle secrezioni (saliva, urine). Definita anche malattia del bacio perché negli adolescenti e nei giovani adulti viene contratta spesso attraverso il bacio. - Morbillo
Infezione virale acuta altamente contagiosa, caratterizzata da una tipica eruzione cutanea. Il morbillo è causato da un virus della famiglia dei Paramyxovirus, la cui infezione determina un'immunità che dura tutta la vita. Per questa ragione, si tratta di una tipica malattia dell'infanzia. - Orecchioni
Infezione virale contagiosa, detta anche parorite epidemica, che colpisce le ghiandole salivari, in particolar modo le ghiandole parotidi, situate in prossimità dell'orecchio. L'infezione conferisce immunità per tutta la vita ed è quindi caratteristica dell'infanzia. - Otite
Infiammazione dell'orecchio, causata spesso da un'infezione da batteri, virus o funghi. A seconda della parte dell'organo interessata viene definita otite esterna oppure otite media. - Pancreatite
Malattia dovuta all'infiammazione acuta o cronica del pancreas. Nella pancreatite acuta, il danno all'organo avviene improvvisamente e può determinarne la rapida distruzione ad opera degli enzimi digestivi pancreatici liberati. - Pleurite
Infiammazione acuta o cronica della pleura, membrana composta da due foglietti che rivestono la superficie esterna dei polmoni e l'interno della cavità toracica, a stretto contatto fra loro e separati solo da una piccola quantità di liquido. - Rosolia
Infezione virale acuta caratterizzata dalla comparsa di una tipica eruzione cutanea. La rosolia è causata da un virus ad RNA, la cui infezione, una volta contratta, lascia un'immunità permanente. Per questa ragione si tratta di una malattia tipicamente infantile. - Scottature solari
Un'esposizione eccessiva o senza un'adeguata protezione alle radiazioni del sole possono provocare lesioni della cute. L'effetto dipende dal fototipo, ma i filtri protettivi vanno sempre applicati - Sindrome premestruale
I segnali più comuni sono un fastidioso senso di tensione al seno, cefalea, gonfiore addominale e crampi, nervosismo, irritabilità, tristezza e crisi di pianto. Alcune donne risentono dei cambiamenti ormonali più delle altre ma sintomi scompaiono dopo l'inizio delle mestruazioni - Sinusite
Infiammazione acuta o cronica delle mucose dei seni paranasali. Questi sono cavità piene d'aria scavate nelle ossa della faccia (massiccio facciale), tutte comunicanti con il naso. - Varicella
Infezione virale acuta provocata dal virus della varicella-zoster, caratterizzata da un'eruzione cutanea caratteristica, con comparsa di piccole vescicole rilevate. Il virus lascia un'immunità permanente e la malattia non può essere contratta due volte.
Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico
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