Ibuprofene Dr. Reddy's

22 ottobre 2020

Ibuprofene Dr. Reddy's



Ibuprofene Dr. Reddy's: a cosa serve , come si usa, controindicazioni. Confezioni e formulazioni di Ibuprofene Dr. Reddy's disponibili in commercio.


Ibuprofene Dr. Reddy's è un farmaco a base di ibuprofene, appartenente al gruppo terapeutico Analgesici FANS. E' commercializzato in Italia da Dr. Reddy's S.r.l. a socio unico


Confezioni e formulazioni di Ibuprofene Dr. Reddy's (ibuprofene) disponibili e foglietto illustrativo


Seleziona una delle seguenti confezioni di Ibuprofene Dr. Reddy's (ibuprofene) per accedere alla scheda relativa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):


A cosa serve Ibuprofene Dr. Reddy's (ibuprofene) e perchè si usa


Ibuprofene 400 mg è indicato negli adulti per il trattamento sintomatico a breve termine del dolore acuto di intensità moderata e per il trattamento sintomatico a breve termine della febbre, quando la somministrazione per via endovenosa è clinicamente giustificata dal fatto che non sono possibili altre vie di somministrazione.

Ibuprofene 600 mg è indicato negli adulti per il trattamento a breve termine del dolore acuto di intensità moderata, quando la somministrazione per via endovenosa è clinicamente giustificata dal fatto che non sono possibili altre vie di somministrazione



Come usare Ibuprofene Dr. Reddy's (ibuprofene): posologia, dosi e modo d'uso


Posologia

Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della dose minima efficace per la durata di trattamento più breve possibile necessaria per controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.4).

Deve essere mantenuta una adeguata idratazione del paziente per minimizzare il rischio di reazioni avverse a livello renale.

Adulti

Per Ibuprofene Dr. Reddy's 400 mg la dose raccomandata è di 400 mg di ibuprofene ogni 6-8 ore, se necessario, senza superare la dose massima giornaliera raccomandata di 1200 mg.

Per Ibuprofene Dr. Reddy's 600 mg la dose raccomandata è di 600 mg di ibuprofene. Se clinicamente giustificato, può essere assunta una ulteriore dose da 600 mg dopo 6-8 ore, a seconda della intensità e della risposta al trattamento. La dose massima giornaliera è di 1200 mg.

Questo medicinale è indicato per il trattamento a breve termine (una durata massima di trattamento di 3 giorni) e la durata del trattamento deve essere limitata alla fase sintomatica acuta quando la somministrazione orale è inappropriata. I pazienti devono passare al trattamento orale il più presto possibile.

Anziani

Non è richiesta alcuna riduzione della dose. Tuttavia, devono essere prese precauzioni quando si trattano pazienti anziani in quanto sono generalmente più inclini ad effetti avversi (vedere paragrafi 4.4 e 4.8) e hanno maggiori probabilità di avere disfunzione renale, epatica e cardiovascolare e di usare medicinali concomitanti. A causa della possibilità di soffrire di reazioni avverse (vedere paragrafo 4.4) si raccomanda di monitorare questi pazienti. Il trattamento deve essere rivisto a intervalli regolari e interrotto se non si riscontra alcun beneficio o si verifica un'intolleranza. Utilizzare il dosaggio efficace più basso per la durata più breve compatibile con gli obiettivi del trattamento individuale del paziente.

Danno renale

Devono essere prese precauzioni quando i FANS sono utilizzati in pazienti con insufficienza renale. Nei pazienti con danno renale da lieve a moderato la dose iniziale deve essere ridotta e mantenuta più bassa possibile per il minor tempo possibile necessario per il controllo dei sintomi e la funzionalità renale deve essere monitorata.

Questo medicinale è controindicato nei pazienti con grave insufficienza renale (vedere paragrafo 4.3).

Compromissione epatica

Devono essere prese precauzioni quando i FANS sono utilizzati in questa popolazione, sebbene non siano state osservate differenze nel profilo farmacocinetico.

I pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata devono iniziare il trattamento con dosi ridotte, la dose deve essere mantenuta il più bassa possibile per la durata minima necessaria e devono essere attentamente monitorati.

Questo medicinale è controindicato nei pazienti con grave insufficienza epatica (vedere paragrafo 4.3).

Popolazione pediatrica

Questo medicinale non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti. L'uso di Ibuprofene Dr. Reddy's non è stato studiato in bambini e adolescenti. Pertanto la sicurezza e l'efficacia non sono state stabilite.

Modo di somministrazione

Uso endovenoso.

Questo medicinale deve essere somministrato per infusione endovenosa per 30 minuti, vedere paragrafo 6.6.

La parte rimanente di soluzione deve essere eliminata, vedere paragrafo 6.6



Controindicazioni: quando non dev'essere usato Ibuprofene Dr. Reddy's (ibuprofene)


  • Ipersensibilità al principio attivo, ad altri FANS o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
  • Pazienti che hanno avuto in precedenza broncospasmo, asma, rinite, angioedema o orticaria con l'assunzione di acido acetilsalicilico o altri medicinali antinfiammatori non steroidei (FANS).
  • Pazienti con storia di emorragia gastrointestinale o perforazione dovuta a precedente terapia con FANS.
  • Storia di ulcera peptica/emorragia gastrointestinale ricorrenti o in atto (due o più episodi distinti di ulcere o di sanguinamento dimostrabili).
  • Grave insufficienza epatica.
  • Grave insufficienza renale.
  • Grave insufficienza cardiaca (classe IV NYHA).
  • Sanguinamento cerebrovascolare o altro sanguinamento attivo.
  • Condizioni che comportano una maggiore tendenza al sanguinamento o sanguinamento attivo come trombocitopenia.
  • Disturbi della formazione delle cellule del sangue non chiariti.
  • Grave disidratazione (causata da vomito, diarrea o inadeguata assunzione di liquidi).
  • Durante il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.6).



Ibuprofene Dr. Reddy's (ibuprofene) può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


Gravidanza

L'inibizione della sintesi delle prostaglandine può colpire negativamente la gestante e/o lo sviluppo embrio/fetale. Dati ottenuti da studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto, malformazioni cardiache o gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante il primo periodo di gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell'1% fino a circa l'1,5%. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia.

Negli animali la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalità embrio-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori della sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico (vedere paragrafo 5.3).

Durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, questo medicinale non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari. Se l'ibuprofene è usato da donne in procinto di concepimento o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata del trattamento devono essere rispettivamente la più bassa e il più breve possibile.

Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a:

  • Tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);
  • Disfunzione renale che può progredire a insufficienza renale con oligoidroamniosi;
la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a:

  • Possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, dovuto a un effetto antiaggregante che può verificarsi anche a dosi molto basse;
  • Inibizione delle contrazioni uterine risultante in travaglio ritardato o prolungato.
Conseguentemente, l'ibuprofene è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza.

Allattamento

L'ibuprofene e i suoi metaboliti possono passare in basse concentrazioni nel latte materno. Nessun effetto pericoloso per i neonati è ad oggi conosciuto, quindi per trattamenti brevi, alla dose più bassa, l'interruzione dell'allattamento non è generalmente necessaria. Tuttavia, si raccomanda di interrompere all'allattamento al seno quando si usano dosi più alte di 1200 mg al giorno o per periodi di trattamento più lunghi a causa della potenziale inibizione delle prostaglandine nel neonato.

Fertilità

Ci sono dimostrazioni che i medicinali che inibiscono la sintesi di cicloossigenasi/prostaglandine possono causare un indebolimento della fertilità femminile per effetto sull'ovulazione. Questo effetto è reversibile dopo l'interruzione del trattamento (vedere paragrafo 4.4 relativo alla fertilità femminile).



Vedi patologie correlate:



Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico




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