Infertilità maschile: cause, diagnosi e trattamenti

03 luglio 2020

Infertilità maschile: cause, diagnosi e trattamenti


Una insufficiente produzione di spermatozoi  o una alterazione della loro qualità danno luogo all'infertilità maschile. Interessa tra il 5 e il 10% degli uomini, soprattutto nella fascia di età più giovane, ed è responsabile del 50% delle difficoltà di concepimento. Viene detta infertilità primaria quando l'uomo non hai mai provocato una gravidanza e infertilità secondaria quando invece si era prodotta almeno una gravidanza negli anni precedenti. I problemi riproduttivi maschili non presentano sintomi, non vi sono dunque campanelli d'allarme. Le cause invece sono molteplici. Vengono associate a tre cause principali: pre testicolari (patologie dell'ipotalamo e dell'ipofisi), testicolari (modica della produzione di spermatozoi) e post testicolari (alterazione delle vie seminali di passaggio e disfunzioni sessuali). Le possiamo così riassumere:

  • Malattie sessualmente trasmesse

  • Farmaci (contro ipertensione, colesterolo, terapie antitumorali)

  • Interventi chirurgici (area genito-urinaria, ernia inguinale)

  • Cause genetiche (alterazioni cromosomiche, in particolare la sindrome di Klinefelter)

  • Febbre

  • Ipogonadismo (funzione alterata dell'ipofisi)

  • Epididimite

  • Orchite

  • Infezioni urinarie ricorrenti e mal curate

  • Azoospermia (difficoltà di passaggio degli spermatozoi)

  • Inquinamento ambientale (dai pesticidi alle radiazioni)

  • Stili di vita

  • Quando l'infertilità è provocata da una qualità alterata degli spermatozoi si deve ricercarne l'origine del Dna danneggiato, nella mobilità scarsa rispetto allo standard di riferimento oppure nella morfologia alterata. Ma va detto che in almeno il 30% dei casi di infertilità maschile non si riesce ad individuare la causa scatenante. Con evidenti ricadute sull'efficacia della terapia che viene poi messa in atto.


Diagnosi e trattamenti dell’infertilità maschile


L'infertilità maschile viene diagnosticata attraverso l'uso dello spermiogramma che analizza sperma e spermatozoi: qualità e quantità. Il test viene condotto dopo l'astensione per non meno di 3 giorni da rapporti sessuali e, per essere attendibile, deve essere ripetuto a meno di tre mesi distanza dal primo. È molto utile perché consente di ottenere numerose informazioni: dalla motilità alla quantità fino a modifiche degli spermatozoi per eventuali infezioni in corso. Se si vuole indagare lo stato di salute del Dna - e solo quando il numero degli spermatozoi e altre caratteristiche peculiari siano risultati in linea con gli standard - si ricorre al Test di funzionalità spermatica. Altri approfondimenti strumentali sono l'ecografia prostato-vescicolare, le analisi genetiche,  gli esami batteriologici, l'ecocolordoppler scrotale e l'ecografia transrettale della prostata. Le terapie sono differenziate a seconda delle causa. Tutte mirano però a migliorare la qualità del seme e risolvono il problema di infertilità in 1/3 dei casi trattati. Se è stata diagnosticata una modifica ormonale, vengono prescritti farmaci a base di ormoni; se sono state riscontrate infezioni degli organi riproduttivi, vengono preferite terapie a base di antibiotici e antinfiammatori. Utile anche l'assunzione di antiossidanti. In mancanza di risultati, lo step successivo è la Procreazione medicalmente assistita: Icsi, iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo, e Fivet, fecondazione in vitro con trasferimento dell'embrione.


Carla De Meo


Bibliografia

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