Muscopocket

19 luglio 2026

Muscopocket


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Cos'è Muscopocket (ibuprofene)


Muscopocket è un farmaco a base di ibuprofene, appartenente al gruppo terapeutico Analgesici FANS. E' commercializzato in Italia da Farmalider SA

Confezioni e formulazioni di Muscopocket disponibili in commercio


Selezionare una delle seguenti confezioni di Muscopocket disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):

A cosa serve Muscopocket e perchè si usa


MuscoPocket è indicato per adulti e adolescenti a partire dai 12 anni di età (peso superiore a 40 kg) per:

- Trattamento sintomatico di breve durata di dolori di intensità lieve-moderata.

- Stati febbrili.

Indicazioni: come usare Muscopocket, posologia, dosi e modo d'uso


Posologia

Solo per uso occasionale, per periodi limitati.

Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della dose minima efficace per la durata di trattamento più breve necessaria per controllare i sintomi (vedi sezione 4.4).

La dose raccomandata è:

Adulto e adolescenti dai 12 ai 18 anni:

Una bustina (400 mg di ibuprofene) ogni 6-8 ore. Non assumere più di 1200 mg (3 bustine) nell’arco di 24 ore.

Se il dolore persiste per più di 5 giorni negli adulti (3 giorni negli adolescenti) o la febbre persiste per più di 3 giorni, oppure se il dolore o la febbre peggiorano o compaiono altri sintomi, è necessario consultare un medico per valutare la situazione clinica.

Anziani

Il dosaggio deve essere stabilito dal medico, in quanto potrebbe essere necessaria una riduzione della dose abituale.

Pazienti con compromissione renale, epatica o cardiaca: è necessaria una riduzione della dose abituale (vedere paragrafo 4.4).

Popolazione pediatrica:

L'uso di questo farmaco in bambini o adolescenti di peso inferiore a 40 kg non è raccomandato, poiché la dose di ibuprofene in esso contenuta non è adeguata alla dose raccomandata in questi pazienti.

L’ibuprofene non deve essere usato in pazienti con compromissione renale o epatica grave (vedere paragrafo 4.3).

Modalità di somministrazione

Uso orale.

Mettere la polvere orale sulla lingua, lasciarla dissolvere e poi inghiottirla; non è necessaria acqua. MuscoPocket può essere assunto anche a stomaco vuoto. consiglia l’assunzione durante o dopo i pasti ai pazienti con disturbi digestivi.

Controindicazioni: quando non dev'essere usato Muscopocket


- Ipersensibilità al principio attivo, ad altri FANS o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

- Pazienti che hanno avuto crisi di asma, rinite acuta, orticaria, edema angioneurotico o altre reazioni di tipo allergico dopo avere utilizzato sostanze di azione simile (ad es. acido acetilsalicilico o altri FANS).

- Insufficienza renale grave (filtrazione glomerulare inferiore a 30 ml/min).

- Insufficienza epatica grave.

- Pazienti affetti da malattie con una maggiore tendenza all’emorragia.

- In pazienti con precedenti di emorragia gastrointestinale o perforazione collegati a trattamenti precedenti con FANS. Ulcera peptica/emorragia gastrointestinale attiva o recidivante (due o più episodi diversi di ulcerazione o emorragia constatati).

- Insufficienza cardiaca grave (classe IV della NYHA).

- Pazienti con disidratazione grave (causata da vomito, diarrea o assunzione insufficiente di liquidi).

- Terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.6)

Muscopocket può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


Gravidanza

1) Primo e secondo trimestre di gravidanza

L'inibizione della sintesi di prostaglandine, può influenzare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo dell'embrione/feto. Dati provenienti da studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto e di malformazioni cardiache e gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi di prostaglandine in fasi iniziali della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache è aumentato da meno dell'1% fino a circa l'1,5%. Sembra che il rischio aumenti con la dose e la durata del trattamento.

Negli animali, è stato osservato che la somministrazione di un inibitore della sintesi delle prostaglandine provoca un aumento delle perdite pre- e post-impianto e della mortalità embrionale/fetale. Inoltre, negli animali che assumono un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante il periodo organogenico, è stata segnalata una maggiore incidenza di varie malformazioni, comprese quelle cardiovascolari.

A partire dalla 20a settimana di gravidanza, l ‘ibuprofene può causare oligoidramnios come conseguenza di una disfunzione renale del feto. Questo fenomeno può verificarsi poco dopo l'inizio del trattamento e di solito è reversibile con la sospensione. Inoltre, sono stati segnalati casi di costrizione del dotto arterioso in seguito al trattamento nel secondo trimestre, la maggior parte dei quali è regredita dopo l'interruzione del trattamento.

Pertanto, durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, l'Ibuprofene non si deve somministrare a meno che non lo si consideri strettamente necessario. Se utilizza Ibuprofene una donna che desidera rimanere incinta, o durante il primo e secondo trimestre della gestazione, la dose e la durata del trattamento si devono ridurre il più possibile. È necessario considerare un monitoraggio prenatale per l'oligoidramnios e la costrizione del dotto arterioso dopo l'esposizione all'ibuprofene per diversi giorni a partire dalla 20a settimana di gestazione. L'assunzione di ibuprofene deve essere interrotta se si riscontra oligoidramnios o costrizione del dotto arterioso.

2) Terzo trimestre della gestazione

Durante il terzo trimestre della gestazione, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a:

- Tossicità cardiopolmonare (costrizione/chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare).

- Disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios (vedere sopra).

Nella fase finale della gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre la madre e il neonato a:

- Possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, a causa di un effetto di tipo antiaggregante che può capitare anche a dosi molto basse.

- Inibizione delle contrazioni uterine, che può produrre ritardo o prolungamento del travaglio (con una tendenza maggiore al sanguinamento nella madre e nel bambino).

Pertanto, l'Ibuprofene è controindicato nel terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.3).

Allattamento

Sebbene le concentrazioni di ibuprofene raggiunte nel latte materno siano trascurabili e non siano previsti effetti indesiderati nel lattante, non si raccomanda l'uso di ibuprofene durante l'allattamento a causa del rischio potenziale di inibizione della sintesi di prostaglandine nel neonato.

Fertilità

Vi sono alcune evidenze che i medicinali che inibiscono la sintesi di prostaglandine/ciclossigenasi possono causare una riduzione della fertilità femminile attraverso un effetto sull'ovulazione. Questo fenomeno è reversibile con l'interruzione del trattamento.

L'uso di ibuprofene non si raccomanda in donne che stanno cercando di rimanere incinte. Nelle donne con difficoltà di concepimento, o che sono sottoposte ad una ricerca della fertilità, si dovrebbe considerare la sospensione di questo medicinale. Da utilizzare secondo il parere del medico, dopo aver valutato il rapporto beneficio/rischio.

Patologie correlate:


Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico



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